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L'ACQUATICITA':

Prima di essere bravi subacquei, apneisti o bombolari non fa differenza, bisogna essere buoni nuotatori. Vi proponiamo perciò un ripasso dei due principali stili che devono essere conosciuti e praticati.

RANA e STILE LIBERO:

brRana1
Resp

 

Incominciamo con la RANA:

La rana è una nuotata istintiva insita nell'uomo. Negli anni essa si è evoluta fino a diventare quella attuale. La nuotata a rana risulta essere la più lenta, sia a causa del recupero delle braccia sotto la superficie dell'acqua sia a causa delle pause di scivolamento che ci sono al termine dell'effettuazione del movimento completo di braccia e gambe.  

rana

 

Analisi della nuotata a Rana:
 

 

Di seguito vengono visualizzate 6 fasi significative della nuotata a rana.
 

Fase 1:
Inizio del movimento, il corpo è ben allungato e disteso in acqua.
Le mani sono in “presa” con i polsi ed il palmo delle mani orientato in maniera tale da permettere sia l’azione di trazione che quella equilibrante; aiutando così le spalle a sollevarsi in vista della respirazione.

R1
 


Fase 2:
Inizio del movimento di trazione delle braccia.
Le braccia e le mani eseguono un movimento ampio e simmetrico (con gomito alto)
Le dita delle mani sono chiuse ma non serrate.

R2


Fase 3:
La bracciata nella rana conta solo due fasi "L'appoggio/presa" e la "trazione".
Tale trazione si può scomporre in due fasi distinte, la trazione equilibratrice e la trazione propulsiva.
La trazione equilibratrice serve principalmente per garantire l'assetto del corpo in acqua, e per rendere maggiormente efficace il posizionamento delle mani e delle braccia.
La trazione propulsiva serve esclusivamente per l'avanzamento del nuotatore in acqua.
I gomiti non scendono mai al di sotto della linea delle spalle; solamente le mani e gli avambracci terminano il movimento di trazione.

 R3 R3A


 

Fase 4:
La fine del percorso acquatico della bracciata termina in avanti con il recupero, con le mani in appoggio all'acqua
Le mani appoggiandosi, aiutano la risalita del corpo per garantire una migliore presa.
Anche l'accelerazione del recupero delle mani contribuisce alla stabilità del corpo.
Le gambe si preparano e posizionano per la fase propulsiva.

R4


Fase 5:
Le braccia sono ripiegate sotto il petto.
La testa si trova nella posizione più alta del ciclo; le spalle, anch'esse alte, aiutano il recupero delle braccia.
In questa fase precisa inizia il recupero delle braccia con le mani che sono sul pelo dell'acqua.
Nella rana "delfinata" il recupero dell'avambraccio e della mano sono appena sopra il pelo dell'acqua.
In questa fase inizia il recupero delle gambe.

R5 R5A


 

Fase 6:
Le braccia e le mani hanno terminato il recupero e si sono riposizionate in avanti.
Le gambe sono pronte per la gambata, le ginocchia sono piegate, i piedi sono orientati verso l'esterno ed a martello (è fondamentale il posizionamento della pianta dei piedi per l'efficacia del movimento circolare e propulsivo di chiusura).

R6 R6A

  

 

Lo STILE LIBERO:

l corpo assume una posizione prona, il più possibile distesa, per offrire minor resistenza all'avanzamento. La superficie dell'acqua dovrebbe lambire l'attaccatura dei capelli. Rispetto alle altre nuotate, quella a crawl è la più veloce perchè gli arti superiori e quelli inferiori eseguono un movimento ritmico continuo. Mentre un braccio esegue il recupero, l'altro agisce attivamente ai fini della propulsione e le gambe eseguono un movimento stabilizzante ed allo stesso tempo propulsivo.

crawl

 

 

Ecco qui presentate 5 fasi di un ciclo di bracciata subacquea a Crawl 
 

Fase1:
Inizio del movimento, braccio teso in avanti nel prolungamento della spalla, dopo l’entrata della mano in acqua.
In questa fase il braccio ha gia effettuato la presa, ed inizia la trazione.
La distanza utile di trazione è la lunghezza tra la mano e l’avambraccio.
La spalla avanza per amplificare e potenziare il movimento.

1CR


Fase 2:
La fase di trazione è in corso
Il braccio inizia a flettere il gomito 
I muscoli della spalla: trapezio,scapolare e dorsale superiore così come quelli del braccio sono tonici

2CR


Fase 3:
Fine della trazione, ed inizio della spinta.
Si può ben osservare qui la posizione del braccio all'inizio della spinta (giusto al di sotto della spalla).
La mano è orientata lungo l'asse propulsivo durante tutta la fase acquatica.
Le dita sono unite ed allungate ma non contratte.
Le spalle restano alte ed orizzontali in rapporto alla superficie dell'acqua.

3CR 4CR 


 

Fase 4:
La spinta è la fase più potente del percorso acquatico, così come per certi versi la più propulsiva.
Le mani sono sotto il corpo.

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Fase 5:
Fine della spinta, lontano, molto indietro per avere una bracciata ampia.
Uscita della mano vicino al corpo, a livello della coscia.
La respirazione avviene in questo momento, con l'apertura delle spalle dal lato della respirazione, ma senza ripercussioni sul bacino che deve restare piatto.

7CR 

  

 


Percorso aereo, recupero del braccio:

Vengono qui di seguito presentate quattro fasi durante il recupero aereo del braccio 
 

Fase 1:
Inizio della fase di recupero aereo del braccio.
L'uscita del braccio è fatta prima dal gomito ,che trascina l'avambraccio decontratto.
A ben guardare il recupero aereo dovrebbe corrispondere ad una fase di microrilassamento dell'avambraccio.
La spalla è ben aperta sul lato per aiutare il recupero (rotazione).

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Fase 2:
Salita del braccio fino al livello della testa del nuotatore.
Il gomito è sempre più alto della mano.

10CR 


 

Fase 3:
Vista simile alla precedente.
L'orientazione del polso cambia per preparare l'entrata della mano in acqua .


11CR 12CR 


 

Fase 4:
Il recupero aereo del braccio è terminato.
L'allungamento del braccio è massimo, ed amplificato dall'aiuto della spalla.
L'entrata in acqua della mano può iniziare.
Qui si osservi bene la respirazione del nuotatore, la posizione della testa, l'apetrura delle spalle, la stabilità del bacino, l'incurvatura del corpo, l'onda frontale e laterale, la potenza della battuta di gambe.

13CR

  

 

 

 

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