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ALLENARE L'APNEA.

E' forse uno dei quesiti più difficili. Se si prendono a confrontro fra loro 5 degli atleti di vertice, si vede che William Trubridge ha completamente eliminato l’esercizio cardiaco, inserendo al suo posto esercizi di yoga e un po’ di nuoto. Sara Campbell compie solamente due tuffi al giorno, uno di “preparazione” ed un “massimale”; una lunga nuotata ogni due settimane e tantissimo yoga. Nitsch, invece, pratica soprattutto cardio e pesi, effettuando piccole statiche durante l’allenamento cardio e anche sul divano mentre guarda la televisione. Federico Mana, per il suo record, ha attuato una preparazione su 3 sezioni: la prima di 12 settimane con tantissimo esercizio aerobico, composto da nuoto, pesi, aerobica, la seconda di 10 settimane quasi esclusivamente composte da apnea statica, lineare e costante; per finire con 6 settimane di allenamento profondo. Il tutto “condito” da tanto yoga e pranayama.

Insomma, degli atleti al vertice non ce ne sono due che si allenano nel medesimo modo.

Quello che ci proponiamo in questa pagina, è quello di offrire non una ricetta di allenamento, ma piccoli "trucchi" che permettano di affinare alcune cose e soprattutto di prendere dimestichezza con la propria acquaticità, le proprie capacità e potenzialità.

Incominciamo con...

Up & Down:

E' un allenamento impegnativo ma che da moltissimo su piani (anche letteralmente) differenti.

Materiali occorrenti:

Un cronometro.
Un buon paio di scarpe da ginnastica.
Un palazzo di almeno 6 piani.


Si incomincia con un po' di warm-up facendo circa un km di corsa lenta.

Poi si raggiunge l'edificio, ci si porta a piedi (mica in ascensore) fino al piano più alto del palazzo prescelto (meglio se è quello dove abitate). Vi mettente sul primo scalino e vi preparate mentalmente e dal punto di vista respiratorio.

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Come?

Semplice, come se vi stesse preparando per un tuffo in apnea...quindi con respiri lunghi e calmi, partendo dal diaframma...Poi, quando vi sentite perfettamente calmi e rilassati, fate gli ultimi 3 respiri un po' più profondi ed "irruenti" sia per quanto riguarda l'inspirazione che l'espirazione.

Trattenete il respiro, fate partire il cronometro ed incominciate a scendere le scale. Scendete con calma, con il maggior risparmio energetico possibile, nel pieno controllo di voi stessi.

Ad un certo punto, dopo qualche piano, raggiunta la vostra "profondità", tornate indietro, aumentando la velocità di risalita, (Non una corsa, diciamo una mezza corsa) e ricominciate a respirare e bloccate il cronometro non appena avete raggiunto la "superficie".

Si dovrebbe essere in grado di tenere il fiato per il tempo necessario per andare dalla "superficie" al "fondo" e ritornare in "superficie", come in una vera immersione in mare.

Dopo un tempo variabile, necessario per riprendere un normale battito cardiaco ed una respirazione più tranquilla, si ripete nuovamente l'esercizio, cercando, se possibile, di incrementare la "quota". (non ci sono limiti di "Up&Down in una sessione di allenamento).

Questo tipo di esercizio, dovrebbe prepararti mentalmente alla tua immersione ed in più permetterti di percepire le proprie potenzialità e soprattutto quando è il momento di fermarsi, strappare il cartellino e ritornare in superficie.

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