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ATTREZZATURA SCUBA:

Partiamo dalla maschera:

La capostipite di tutte le maschere è stata la monogoogle, una maschera che copriva solo gli occhi ed escludeva il naso e pertanto non risultava possibile compensarla fin dai primi metri di un tuffo in apnea. Fu l’Italiano Luigi Ferraro, prima come incursore della marina poi come tecnico che ideò la maschera “Pinocchio”. La prima maschera con l'alloggio interno per il naso e costituita da volume interno ridotto. Tale maschera è ancora commercializzata dalla "Cressi".
Prima di acquistare una maschera bisogna fare un piccolo esercizio direttamente nel negozio: si appoggia la maschera sul viso e mantenendo un'espressione rilassata, bisogna compiere una'inspirazione, se la maschera rimane attaccata a viso, senza staccarsi,è quella giusta per noi.
State molto attenti che la parte del facciale a contatto con il viso sia libera da capelli o indumenti vari.
Il boccaglio:

Il boccaglio deve essere semplice senza corrugosità e filtri che fanno ristagnare acqua e sono assolutamente inutili. La parte che va in bocca deve essere in silicone morbido. Non deve essere troppo lungo ne troppo largo o corto. La lunghezza e il diametro sono importanti per una corretta ventilazione e sono in relazione allo spazio morto bronco tracheale.
I calzari:

I calzari devono essere semplici, senza suole, della misura giusta, affinchè una volta inserito il piede nella scarpetta non si formino pieghe sotto di esse.
I guanti:

Altrettanto utili sono i guanti, non tanto per la protezione termica offerta, ma perchè offrono una barriera contro potenziali incidenti quali punture da animali, escoriazioni e tagli.
Il coltello:

Basta uncoltello semplicissimo e di dimensioni contenute, evitate coltelli tipo Rambo. L'importane è che da una parte abbia una lama normale e dall'altro lato invece, una lama seghettata
La muta:

Deve essere una seconda pelle, perciò è importante che all'interno non si formino sache d'aria. Controllate pertanto che aderisca bene al collo, alle spalle, alla schiena e all'addome. Esistono tre tipi diverse di muta: le mute umide, sono il modello più comunemente utilizzato nelle immersioni ricreative, hanno uno spessore variabile mediamente tra i 2 e i 7 millimetri. Le mute cosiddette semistagne sono umide in neoprene con uno spessore di 6,5 mm e caratteristiche che le rendono ideali per le immersioni a basse temperature. Queste mute sono sempre monopezzo e dotate di cerniere stagne solitamente posizionate sulla schiena per l’intera lunghezza da spalla a spalla. Internamente sono realizzate con materiali più caldi come il plush.
Le mute stagne, permettono di immergersi in acque fredde. Per essere impermeabili sono realizzate con materiali di diverso tipo (gomma vulcanizzata, nylon, neoprene compresso) e con chiusure impermeabili per collo, caviglie, mani e cerniere. A differenza delle mute umide in quelle stagne l’acqua non entra per mantenere il corpo completamente asciutto e per permettere così di indossare indumenti caldi. I calzari fanno parte della muta e sono impermeabili. Ai polsi e al collo la tenuta è garantita da collari di lattice o neoprene.
Queste mute sono dotate di una valvola di scarico dell’aria e di un sistema di gonfiaggio collegato alla bassa pressione utili sia per evitare che la muta collassi con l’aumento della pressione che per regolarne il galleggiamento.
La cintura dei pesi :
Scegliere la giusta cintura e distribuire i pesi in modo corretto ci potrà aiutare notevolmente in caso di emergenza.
Ricordatevi una pesata corretta: dovete essere neutri a 3 metri di profondità con bombola scarica e Gav sgonfio.
La bandiera segnasub:

Un’attrezzatura da non dimenticare mai è la bandiera segnasub. (anche perchè oltre ad essere un oggetto importante per la nosta sicurezza, ci fa evitare verbali veramente salati.La bandiera deve essere visibile ad almeno 300 metri di distanza e non importa se sia posta sopra una barca o ad un pallone purchè sia esposta.
Il Pedagno:

Importante se risalite lontano dall'imbarcazione o dagli altri compagni per segnalare la vostra posizione.
La lavagnetta:

Può essere utile per fare calcoli o per comunicare con gli altri subacquei.
Le tabelle:

Ormai inutili per l'avvento dei computer, è sempre meglio averle dietro per sicurezza.
La torcia: 

Quelle più piccole servono per la pesca o come pile di scorta, quelle medie hanno un utilizzo universale, mentre gli illuminatori di grosse dimensioni sono ideali per le lunghe esplorazioni e le immersioni notturne.
Grandi passi in avanti sono stati fatti, in questi anni, nel campo delle lampadine. Quelle comunemente impiegate per le torce subacquee hanno, quasi sempre, un voltaggio inferiore a quello di alimentazione, in modo da fornire una luce particolarmente bianca. Ne esistono al quarzo, al kripton allo xenon e altri gas nobili racchiusi nel bulbo, che producono luci molto brillanti e consumano poco. Recentemente si sono poi aggiunte torce a led, che consumano ancora meno e producono una luce bianchissima. Sulle torce più grandi è naturalmente possibile cambiare la lampadina a seconda della potenza desiderata.
L'autonomia di alcuni modelli arriva così a superare perfino le 10 ore, permettendo di ammortizzare l'elevato costo di un set di pile alcaline.
Prima dell'acquisto si confronti l'angolo d'illuminazione, l'intensità della luce e la pulizia della zona illuminata, che deve essere priva di aloni e zone d'ombra. Spesso, queste sono dovute alla lampadina non perfettamente centrata rispetto alla parabola.
La scelta tra un modello con pile monouso o ricaricabile dipende da quanto si pensa di utilizzarlo. Occorre però ricordare che una batteria ricaricabile necessita di una particolare manutenzione stagionale.
L'avvisatore acustico:

Per richiamare l'attenzione dei compagni sott'acqua.
La Bombola:

La bombola è il contenitore di metallo senza saldature contenente la miscela per l’immersione con una capienza che varia mediamente tra i 15 e i 18 litri ad una pressione di circa 200-220 bar. Esiste un sistema a due bombole affiancate, detto bi-bombola.
La bombola può essere o in alluminio oppure in acciaio. L’alluminio ha il vantaggio di corrodersi meno dell’acciaio, anche se quest'ultime hanno capacità maggiore.
La bombola ha un volume dato dalla combinazione tra la pressione della miscela e la sua capienza.
Il flusso d’aria nella bombola viene fermato e regolato dalla rubinetteria posta nella parte superiore solitamente della valvola ‘K’, una semplice valvola apri-chiudi.
Sotto alla rubinetteria sono marchiati i dati della bombola: data di fabbricazione, materiale, numero di matricola, pressione massima sostenibile, volume, peso e data di collaudo.
Vediamo qui di seguito alcune caratterestiche e differenze tra capacità, peso e misure delle varie bombole presenti sul mercato.
Tabella Capacità, Pesi e Misure delle bombole più utilizzate |
Capacità e materiale |
Diametro in mm |
Lunghezza in mm |
Peso in Kg |
10 litri acciaio |
178 |
570 |
10.08 |
12 litri acciaio |
203 |
510 |
12.08 |
15 litri acciaio |
203 |
620 |
16.09 |
18 litri acciaio |
208 |
650 |
19.07 |
10 litri alluminio |
176 |
655 |
12,7 |
12 litri alluminio |
191 |
670 |
15,7 |
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Il computer:

Senza dubbio ormai sono diventati un oggetto da avere, al pari del Gav, in quanto permettono immersioni più sicure e maggiore rispetto dei tempi di immersione...
I computer infatti, riportano diverse informazioni: dalla profondità a cui siamo,alla profondità massima, la temperatura, il tempo di immersione,il tempo di no deco.
Misurando la pressione calcolano i tempi di saturazione dei tessuti corporei con diversi algoritmi di calcolo, per lo più partendo dal metodo di Haldane, e forniscono indicazioni essenziali per immergersi in sicurezza: profondità e tempo di possibile permenenza senza dover effetturare tappe di decompressione. Nel caso questi limiti dovessero essere superati il computer indicherà le necessarie tappe di decompressione da effettuare (prodondità e tempi).
Dai computer vengono anche ulteriori informazioni da utilizare all'asciutto...come il No-Fly Time, l'intervallo tra un'immersione e l'altra...
Erogatore:

Il primo stadio deve fornire aria alla corretta pressione al secondo stadio, riducendola da 200-300 bar ad una pressione di circa 8-10 bar superiore a quella ambientale. Il secondo stadio riduce ulteriormente questa pressione intermedia raggiungendo quella ambientale ed erogando aria per la quantità che viene richiesta durante l’inspirazione: è in questo momento che la pressione diminuisce creando una differenza tra i due lati del diaframma del secondo stadio che viene tirato all’interno, spingendo la leva di domanda e aprendo la valvola che permette all’aria di uscire. Quando termina l’atto dell’inspirazione la pressione aumenta spingendo indietro il diaframma e chiudendo il flusso d’aria.
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Spaccato del Primo Stadio. |
Spaccato del Secondo Stadio. |
La console:

Il cruscotto di dati gestiti riguardano la pressione della bombola, la profondità istantanea e quella massima e spesso anche bussola e termometro.
Le informazioni possono essere sia in formato analogico, con le tradizionali lancette, che digitale con i più moderni pannelli a cristalli liquidi.
Il manometro:

Questo strumento che spesso è l’unico disponibile nelle console più semplici indica la pressione di miscela nella bombola. Può essere sia analogico che digitale. Estramente necessario. Analogici funzionanti con una molla tubolare.
Il profondimetro:

Il profondimetro è essenziale per avere sempre sotto controllo la profondità di immersione ma da solo non basta, deve essere utilizzato con un timer e le tabelle di immersione. Questo lavoro è più complicato e le tecnologie dei computer da sub semplificano di molto la vita perché risparmiano al sub tutti i calcoli da fare, che è sempre comunque meglio saper fare in autonomia. Esistono diversi tipi di profondimetro con differenti modalità di misurazione della profondità.
La bussola:

Strumento importante per particolari tipi di immersioni. Può essere riempito di liquido oppure asciutto internamento: il primo ha l’ago magnetico, poggiante su di un perno, parzialmente sostenuto dal liquido che ne rallenta il movimento per una più facile e precisa lettura rispetto alle seconde, dove i movimenti dell’ago sono più veloci.
Giubbotto ad Assetto Variabile (Gav):

Il Giubbotto ad Assetto Variabile è una camera d’aria gonfiabile sul petto o sulla schiena e serve per regolare l’assetto del subacqueo in acqua consentendogli di raggiungere uno stato di assetto neutro e di muoversi verticalmente. Questo è possibile in quanto all’interno viene spinta l’aria delle bombole che permette di bilanciare il peso di corpo, zavorra e attrezzatura. La quantità necessaria di aria è regolata tramite un meccanismo di gonfiaggio molto semplice: una valvola su una frusta di bassa pressione comandata da due pulsanti per gonfiaggio e sgonfiaggio. Per accelerare quest’ultima funzione sono previste delle apposite valvole di scarico rapido che, azionate da semplici cordini da tirare, liberano l’aria velocemente. Non manca mai nei jacket una valvola di sicurezza per evitare un eccessivo gonfiaggio: quando la pressione supera i 2 bar una molla interna si rilascia consentendo all’aria di fuoriuscire.
Il GAV è diversamente accessoriato a seconda dei modelli con cinghiaggi, tasche per oggetti e per zavorre e cambiano soprattutto per la quantità e la posizione dell’aria contenuta.
Pinne con fibbie:

Senza dubbio quelle da utilizzare...
Permettono di usare vari tipi di calzari, a seconda della temperatura dell’acqua.
Solitamente sono più grandi delle pinne con scarpetta integrata per compensare la perdita di potenza della spinta dovuta all’integrazione tra piede e pinna un po’ più lasca rispetto alla pinna con la scarpetta integrata.
Le caratteristiche più importanti da considerare quando si acquista un paio di pinne sono le seguenti: grandezza della pala e rigidità: più la pala è grande e rigida, maggiore sarà la forza necessaria durante l’uso.
Rebreather:

I sistemi tradizionali per la subacquea sono classicamente a circuito aperto, introdotti da Cousteau e funzionano con miscele compresse fornite tramite gli erogatori 'a domanda' nell'atto ispiratorio. L'aria o la miscela respirata viene espulsa ad ogni atto espiratorio. Questo sistema è parecchio inefficiente in quanto solo una piccola parte dell'aria respirata viene consumata effettivamente dal nostro organismo. Questo spreco aumenta con l'aumentare della profondità.
I rebreather sono diversi sistemi che fino a pochi anni venivano usati solo per scopi militari, di 3 tipi principalmente: ad ossigeno, a circuito semi-chiuso, a circuito chiuso.

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