Introduzione:
Molti problemi relativi ad una corretta compensazione nel subacqueo, non sono solo derivanti da una errata esecuzione della tecnica stessa ma anche da problemi di altra rilevanza: sempre più spesso infatti, si pone in correlazione i disordini a livello dell’articolazione temporo-mandibolare con una ridotta capacità di compensazione.
Quello che andiamo a presentare, è la risoluzione di questo problema in due pazienti, aspiranti subacquei, che, afflitti da una sensazione dolorosa che giungeva fin dai primi metri, erano intenzionati ad abbandonare il corso di apnea che stavano frequentando.
Tramite l’introduzione di una corretta ginnastica tubarica e l’utilizzo del bite, generalmente quest’ultimo utilizzato in ortodonzia per fornire una nuova stabilità, riequilibrio muscolare, funzionalità temporo-mandibolare, favorendo inoltre, masticazione, deglutizione e riallineamento posturale, ha permesso in un tempo concretamente breve, la ripresa del corso per gli aspiranti apneisti, dovuto alla completa remissione del problema.
La soluzione trovata è stata poi assunta come terapia preventiva nei giorni antecedenti all’immersione.
Pazienti e metodi:
R.D. anni 22, sesso maschile. Presentava otalgia e difficoltà di compensazione, dopo 2-3 discese entro i 10 metri.
M.B. anni 23, sesso femminile. Non presentava patologie particolari, ma la sua compensazione appariva difficoltosa in pratica già nei primi due metri di acqua.
Dopo una visita otorino con impendenziometria e timpanometria si evidenziava in entrambi i soggetti, una situazione normale.
Inoltre, nel primo soggetto, (R.D.) era presente una situazione di leggero incoordinamento tra il condilo e il disco articolare.
Incominciamo, pertanto, una terapia a base di ginnastica tubarica. Da un punto di vista terapeutico la ginnastica tubarica si basa su semplici manovre fisiologiche e su esercizi che prevedono il coinvolgimento dei muscoli del distretto faringeo e buccale, in questo modo otteniamo maggiore tonicità della muscolatura peritubarica, con pronto recupero del tono muscolare e della funzione sfinterica.
Dopo una decina di giorni, rileviamo dei miglioramenti nella compensazione ma non una completa risoluzione del problema.
Riaffrontiamo il problema, sotto un nuovo punto di vista, poiché M.B. soffriva talvolta di dolori localizzati nei muscoli che controllano i movimenti della mandibola e nella fascia dei muscoli del collo e delle spalle, abbiamo dedotto che quei dolori erano derivanti dal Bruxismo notturno.
Tentiamo quindi, di integrare la ginnastica tubarica con l’utilizzo di un bite anatomico e personalizzabile “fai da te” facilmente reperibile in qualunque farmacia, sia su M.B. ma anche su R.D.
Risultati:
Dopo ulteriori 10 giorni, di terapia composta dall’utilizzo del Bite nelle ore notturne (per un minimo di dieci ore) e da 15 minuti di ginnastica tubarica giornaliera, il problema era definitivamente scomparso e i due aspiranti apneisti hanno potuto completare con successo il loro corso.
Contemporaneamente abbiamo deciso, far proseguire ai nostri due subacquei l’utilizzo del bite nelle notti antecedenti i giorni d’immersione. Quest’approccio gnatologico preventivo che prosegue da oltre sei mesi, ha dato finora ottimi risultati, risolvendo a oggi, la patologia dei nostri apneisti.
Conclusioni:
L’esperienza derivante da questi due apneisti, alla luce anche della teoria miogena (stato di ipertono della muscolatura masticatoria), secondo cui l'ipertono del muscolo tensore del timpano produrrebbe treni di onde di iperpressione sulla perilinfa con disturbi a carico sia del labirinto anteriore che di quello posteriore; mentre l'ipertono del muscolo tensore del velo sarebbe in grado di causare una difficoltosa apertura della tuba uditiva con conseguente disfunzione a carico dell'orecchio medio.
Ci ha permesso di considerare il Bite, come uno strumento fondamentale, sia per la risoluzione di patologie che in precedenza avrebbero portato ad inutili trattamenti come settoplastica e decongestione dei turbinati, ma anche come trattamento preventivo e sostitutivo di una ginnastica tubarica quando essa non può essere effettuata (mancanza di tempo, scarsa conoscenza), oppure non sufficiente, (presenza di patologie come il Bruxismo notturno, disfunzioni a carico della ATM), o ancora, in situazioni ansiogene (stress, ansia pre-competizione).
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