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I DENTI E LA SUBACQUEA:

Il dente è composto da due parti:
- la corona ovvero la parte visibile e
- la radice è la parte non visibile che, attraverso la gengiva, si collega all'osso.
La corona e la radice sono costituite da sostanze fortemente mineralizzate.
- Lo strato esterno della parte coronale si chiama smalto ed è un tessuto mineralizzato molto compatto, duro e non vascolarizzato che una volta formato non si rigenera più.
- Lo strato esterno della parte radicolare è il cemento ovvero un tessuto molto simile allo smalto, ma meno duro e compatto.
La linea di demarcazione tra smalto e cemento determina la zona chiamata colletto ed è delimitata dalla gengiva nello stato di salute della bocca.
La zona del colletto nascosta dalla gengiva non aderente si chiama solco gengivale.
Procedendo nell'interno del dente, al di sotto dello smalto e del cemento in tutta la loro estensione c'è lo strato chiamato dentina.
La dentina è un tessuto mineralizzato, ma percorso nel suo interno da vasi sanguigni, da terminazioni nervose, e da piccoli canali detti canalicoli dentinali, che, pieni d'acqua, servono a trasmettere le variazioni dovute al caldo e al freddo, alla compressione e decompressione, dando così la sensibilità del dente vitale.
Sotto la dentina nella zona coronale troviamo la camera pulpare in cui arrivano nervi, vasi sanguigni e linfatici preposti alla nutrizione e alla sensibilità del dente e, nella radice, il canale radicolare che rappresenta il prolungamento della camera pulpare.
Il canale radicolare riceve attraverso il forame apicale (apertura del canale all'apice della radice), le terminazioni sanguigne, nervose e linfatiche dai vasi e tronchi più importanti che provengono dalle ossa mandibolari e dalla mascella.
Il dente è alloggiato, sotto la gengiva, nell'osso, in una nicchia che si chiama alveolo all’interno del quale si lega la radice.
Il parodonto è l’apparato di sostegno del dente formato da gengiva, osso e legamenti dentali.

Come abbiamo appena visto, un dente in salute non possiede cavità, a meno di non essere stato trattato (vedi carie o altri problemi). Il materiale di chiusura è soggetto ad un fisiologico deterioramento, anche se ben applicato, in conseguenza del quale può formarsi una cavità. Tale cavità può essere in contatto con l'esterno attraverso un sottile canale che sfocia all'interno del cavo orale. L'aria sotto pressione può insinuarsi in questo passaggio durante la discesa, per poi dover uscire in risalita. L'aumento di volume del gas potrebbe comprimere la mucosa ed occludere il canale che si era formato, intrappolando l'aria all'interno di questa cavità. Quest'aria agirà meccanicamente sul dente stesso e sulle terminazioni nervose comprimendole. Il subacqueo potrà dunque avvertire un dolore violento, a causa della compressione esercitata sulle fibre nervose. Ma se il dente è stato devitalizzato, a causa della terapia ricevuta, il dolore manca del tutto e il subacqueo potrà ritrovarsi il dente in bocca, distaccato dalla sua sede, per effetto del gas.
La prevenzione richiede una corretta lavorazione del materiale di riempimento da parte del dentista, l'uso di sostanze scarsamente soggette a deterioramento e una periodicità nei controlli. L'immersione può poi rivelarsi utile: ricordandoci su quale dente è localizzato il dolorino, il nostro accertamento dal dentista avverà prima che possa degenerare e sarà inoltre ben localizzato.
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