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LA FLORA:
ACETABULARIA ACETABULUM: detto, Ombrellino di mare.
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Fotografia della Acetabularia. |
Ciclo riproduttivo. |
Cresce in colonie in zone illuminate e riparate su fondali rocciosi, pietre e ciottoli, principalmente a basse profondità, può spingersi però fino a una trentina di metri.
Presenta una caratteristica forma ad ombrello: un disco di colore tra bianco e verdognolo con evidenti e sottili raggi è sostenuto da un sottile stelo cilindrico. L'intero tallo è costituito da una sola cellula. L'alga è fortemente incrostata di calcio, da cui la sua colorazione variabile dal bianco al verde-azzurro.
E' un alga annuale: durante l'inverno rimane solo il gambo, mentre le ombrelle cominciano a svilupparsi in primavera. Durante l'estate nelle concamerazioni del disco si formano le spore, ovali, che fuoriescono quando il disco si rompe. Le spore, dette cisti, rimangono latenti fino alla primavera successiva, quando da queste si formeranno dei gameti biflagellati, che si fonderanno e germineranno immediatamente dando quindi un nuovo ombrello.
PADINA PAVONICA: detta, Coda di pavone.

Cresce in luoghi riparati e soleggiati su fondali rocciosi e substrati duri a basse profondità. E' più diffusa nei primi metri e meno frequente all'aumentare della profondità.
Il tallo, di consistenza coriacea-membranosa, è peduncolato e cuneiforme alla base ed aperto a ventaglio superiormente, spesso composto da più ventagli sovrapposti. La colorazione è bianco-giallastra, con striature circolari più scure evidenti recanti dei piccoli peli. Sono presenti depositi di calcio, in particolare sulla faccia interna del ventaglio. Si fissa al substrato mediante dei ciuffi di rizoidi, visibili alla base.
E' una specie euriterma che tollera cioè molto bene l'aumento di temperatura e la luce intensa. Essa sopporta però solo brevissime emersioni. Si riproduce nel periodo estivo. Gli organi riproduttivi sono disposti a livello delle bande concentriche del ventaglio, di solito sulla superficie inferiore.
ASTROPECTEN ARANCIACUS: detta, Stella pettine maggiore.
Vive su fondali sabbiosi o ai margini delle prateie di posidonie, da pochi metri fino a 20-25 m. Raggiunge un diametro di 50-60cm.
Presenta 5 braccia triangolari con numerose spine laterali. I pedicelli sono privi di vescicolette contrattili pertanto non sono in grado di aderire alle pareti rocciose. La colorazione è rossastra o arancione.
OPHDIASTER OPHIDIANUS: detta, Stella marina.

E' una vorace predatrice di molluschi bivalvi: dopo aver aperto leggermente le valve, la stella estroflette lo stomaco e digerisce la preda direttamente nella sua conchiglia. Le stelle sono capaci di autoamputare le braccia e originare da ciascuna un individuo completo.
ULVA RIGIDA: detta, Lattuga di mare.

Cresce su substrati rocciosi, dalla zona di marea fino ad una decina di metri di profondità. Colonizza pure i banchi di sabbia ed i fondali lagunari, dove cresce libera è frequente inoltre nelle zone portuali. Le sue dimensioni raggiungono i 40 cm di larghezza e 1 metro di altezza.
Il tallo è laminare bistratificato e membranaceo, con margine spesso ondulato provvisto di piccole escrescenze che lo distinguono dalla congenerica Ulva lactuca. Peduncolato o quasi sessile, si attacca al substrato per mezzo di rizoidi. La ramificazione è assente. Il colore varia tra verde chiaro e verde scuro, anche con sfumature azzurrognole alla base. Cresce rigogliosa soprattutto in zone riparate, con massimo sviluppo in primavera ed in estate, mentre misura solo pochi centimetri nelle aree più esposte. E' un'alga nitrofila, ovvero capace di colonizzare acque ricche di nitrati e fosfati, spesso indicatrice di condizioni di eutrofizzazione e alterazione ambientale.
ANEMONIA SULCATA: detta, Ortica di Mare.

Una batteria di 150-200 tentacoli urticanti, che ondeggiano sul fondo, è il potente mezzo di offesa/difesa di questa bella attinia. Vive fra gli scogli, dove nasconde il corpo. Immuni al suo veleno, gamberetti, granchi ed anche un pesciolino, che ci vivono in simbiosi.
AXINELLA POLYPOIDES:

Forma colonie con lunghe ramificazioni di colore giallo. Le spugne sono dei filtratori molto efficienti. I canali interni contengono speciali cellule, i coanociti, che assolvono a una duplice funzione: muovono l'acqua grazie ai flagelli di cui sono dotati, determinando la velocità del flusso fino a creare un effetto aspirante attraverso gli osti; e inoltre catturano il cibo.
HALOCYNTHIA PAPILOSA: detta, Patata di Mare.

Tipico abitante delle zone in ombra, vive filtrando l'acqua che inala dal sifone superiore ed espelle da quello laterale. E' il più evoluto degli animali bentonici: la sua larva è dotata infatti di una sorta di colonna vertebrale, che perde però allo stadio adulto.
CRAMBE CRAMBE: detta, Spugna dello Spondilo.

Spugna incrostante molto comune, riveste gli scogli sin dai primissimi metri di profondità. Vive preferibilmente in penombra, sulle pareti delle grotte o nelle cavità, filtrando l'acqua che inala dai minuscoli pori ed espelle dai fori più grandi, chiamati osculi.
HOLOTHURIA FORSKALI: detto, Cetriolo di mare.

E' facile scorgere il corpo cilindrico di questo echinoderma nelle praterie di Posidonia e fra gli scogli. Spesso ospita, suo malgrado, un pesciolino parassita. Lungo circa 25 cm, se irritato espelle dei lunghi filamenti bianchi e vischiosi.
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