24 febbraio 2008 a Fondo, provincia di Trento (lago Smeraldo) WR: 43 metri!!!!!
Ci Sono e ci Siamo riusciti....si, io con l'aiuto fondamentale dello Staff ed il supporto degli Sponsor!
Grazie a tutti!!!!!
Clicca sopra la nostra mascotte per visualizzare il video.
FroZEN 42 è il progetto di una performance di almeno 42 metri (un metro in più del precedete W.R.) di apnea lineare senza pinne da compiere sotto 60 centimetri di ghiaccio.
La misura, che in realtà non sembra così impegnativa, si complica maggiormente per le condizioni estreme dell'evento che caratterizzano questa performance: bisogna infatti cercare di sconfiggere il freddo, la scarsissima visibilità, il senso di claustrofobia ed un silenzio inquietante.
Con il patrocinio della Regione Liguria:
L'Equipe & gli Sponsor... L'Atleta...La Location per il record....Liberi Pensieri...
Video del W.R.
Il Suo raggiungimento, ha permesso al nostro apneista di realizzare il suo primo PRIMATO MONDIALE.
Ad inizio pagina la nostra allegra mascotte, che ben rappresenta come, secondo molti, sarebbe finito il nostro atleta.
Il progetto ha l’ambizione di determinare i fattori sia positivi che negativi che determinano il rapporto tra l’uomo e l’ambiente in cui è immerso.
Il vero record che ci si propone di superare è quello di arrivare a capire quali sono le interazioni tra la resistenza fisica e quella psicologica quando questa si trova in un ambiente profondamente differente da quello in cui l’uomo si è evoluto.
Poi c’è anche il divertimento ed il gusto della sfida con se stessi e del mettersi alla prova. L’innata voglia di “crescere” e riuscire a raggiungere risultati sempre più difficili..
L'Attività medica scientifica:
Come hanno dimostrato calcoli matematici sull’organismo degli astronauti durante i voli spaziali, esposti a condizioni d’ipobarismo, (ossia riduzione della pressione atmosferica) anche durante le immersioni il corpo è esposto a condizioni estreme.
Le sperimentazioni condotte all ’interno di una camera cosiddetta ipobarica, (le stesse usate per gli astronauti ed i subacquei) simulando un'altitudine di 2500 metri sul livello del mare, hanno dimostrato alterazioni nella produzione dei globuli rossi, e quindi nelle prestazioni di resistenza.
La ventilazione precedente l’apnea, infatti, viene influenzata dalla pressione ambientale dell’ossigeno: come noto la composizione dell’aria atmosferica (21% di ossigeno) non varia per effetto dell’altitudine; a diminuire sono la pressione barometrica (che è la conseguenza del campo gravitazionale terrestre sull’atmosfera) e la pressione ambientale dell’ossigeno.
A 3000 mt la pressione barometrica è di circa 525 mmHg, la pressione dell’ossigeno ambientale è il 69% circa di quella s.l.m., pari a 110 mmHg.
Quando l'apneista si immerge, utilizza per la quasi totalità il meccanismo aerobico e le sue possibilità di prolungare l'apnea dipendono essenzialmente dai seguenti fattori limitanti:
Capacità vitale.
Quantità di mitocondri.
Capacità degli enzimi specifici (SDH).
Composizione delle fibre muscolari.
Capacità di sopportare elevate concentrazioni di anidride carbonica nel sangue.
Efficacia dell'apparato cardio-circolatorio.
Ma durante le performance sotto i ghiacci, l'apneista ha anche la partecipazione del meccanismo anaerobico: questo fattore è stato calcolato in precedenti esperimenti di apnee estreme ad alte altitudini.
Ma perchè?
Ricordiamo, semplicemente,che la sensibilità alla mancanza di O2 è accentuata nelle cellule nervose che utilizzano, per il loro funzionamento, sia il meccanismo aerobico che quello anaerobico, ma in un rapporto tra loro di 83 a 17. Perciò si può addebitare, in massima parte, alla carenza di O2 (fattore che abbiamo esaminato qualche riga sopra) una mancata glicolisi ossidativa e conseguentemente un deficit della quantità energetica necessaria al funzionamento neuronale (dell'attività cerebrale), che sfocerà nella sincope.
Un'altro fattore di enorme importanza da considerare per aumentare la performance di apnea, è l'acquaticità. Intendendo con questo termine la capacità acquisita verso l'adattamento all'elemento acquatico in modo da migliorare il rendimento biomeccanico (risparmio energetico) nei movimenti.
I fattori che sono maggiormente interessati per il miglioramento della performance di un apneista sono:
Capacità polmonare. Tolleranza all'ipercapnia (aumento PpaCO2). Tolleranza all'ipossia (diminuzione PpaO2). Capacità volitive. Tecnica di rilassamento. Capacità di tollerare il lattato prodotto. Tecnica del movimento.
A tutte le difficoltà sopra elencate, che dovranno essere contrastate con un lungo ed impegnativo allenamento, bisogna aggiungere una serie di fattori che non dipendono dalla volontà umana ma delle condizioni particolari che si andranno ad affrontare: il rischio di ipotermia generato dalle basse temperature, uno stato di stress che aumenterà il consumo di ossigeno da parte dei tessuti come il cervello.
La carenza di dati scientifici in letteratura spinge il fisiologo a studiare con particolare attenzione ogni variabile che possa influenzare le capacità prestative dell’atleta, con il duplice scopo di ridurre i rischi e raccogliere dati “innovativi”.
Attraverso una serie di esperimenti concordati tra il pool medico dell’esperimento FroZEN42, si cercherà di capire come mai certe persone si adattano meglio di altre alle regioni polari o spaziali. La parte principale degli studi riguarderà la risposta dell'asse cuore-cervello, che permetterà di spiegare, ad esempio, la possibilità di reazione di un organismo ad estreme condizioni di stress. Reazioni che garantiscono l'equilibrio funzionale dell'organismo e quindi la sua sopravvivenza in ambienti estremi.
Il protocollo d’indagine scientifica prevede che l’atleta sia sottoposto ad una valutazione funzionale di base, in laboratorio, al fine di studiarne le caratteristiche metaboliche e cardiorespiratorie ed inoltre comprenderà le seguenti prove e test che verranno condotte in loco.
Aspetto cerebrale. Un elettroencefalogramma studierà e monitorerà le reazioni del cervello in uno stato di stress e di immersione pre-post evento.
Aspetto fisiologico. Misurazione della temperatura corporea, ECG, emocromo, trigliceridi, colesterolo, radicali liberi, glicemia, urine, pre-post immersione.
Aspetto psicologico. Superare lo stress psicofisico. Restando immerso in acqua con una muta umida in un ambiente estremo.
Una rassegna delle immagini dell'ambiente che il nostro atleta ha dovuto affrontare affrontare...