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STORIA DELL'IMMERSIONE CON ATTREZZATURE:

In tutto il corso della storia dell'immersione, si progettarono marchingegni fantasiosi, moltissimi dei quali elaborati dalle più grandi menti delle rispettive epoche, lo stesso Leonardo Da Vinci progettò numerose soluzioni.
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L'immersione di Alessandro Magno (realtà o solo leggenda?). |
I disegni di Leonardo Da Vinci. |
Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, il palombaro di Leonardo da Vinci. |
Tra il 1500 ed il 1800 furono molti i tentativi della messa a punto di campanane di immersione che permettevano al subacqueo di rimanere sott'acqua per qualche ora. La campana di immersione ha la forma di una campana la cui parte inferiore è aperta verso il mare. Le prime, simili a botti grandi e robuste, erano calibrate in modo da essere immerse in posizione verticale per intrappolare una quantità d'aria sufficiente a permettere, al subacqueo, di respirare per varie ore. Un certo Lorena fece una immersione nel lago di Nemi , raggiunse i 22 metri di profondità, ritrovando i relitti delle galere dell'imperatore Caligola affondate nel 39 d.c.
Mentre nel 1538 John Tasnier riferisce che a Toledo in Spagna due greci alla presenza dell'imperatore Carlo e di altri 10000 persone si fecero calare nel Tago dentro una campana con all’interno dei sedili ed una candela accesa.
Nel 1552 due pescatori dell'adriatico rimasero quasi 2 ore sott'acqua a Venezia davanti al Doge ed una folla stupita.
Nel 1679 Giovanni Borelli un docente di fisica all'università di Pisa e Messina progetto il primo vero apparecchio di immersione costruito da otri di pelle di capra allagabili.
Il palombaro, protetto da una specie di muta poteva vedere grazie a un'oblo aveva una zavorra in piombo pinne ed una specie di siringone in mano.
Nel 1680 un inglese emigrato nel Maine compì con l'aiuto economico del duca di Abemarle , un incredibile recupero sul relitto di un galeone della Plata Flota dal valore di 200000 sterline con immersioni a corpo libero con un'attrezzatura simile a quella di Borelli.
Nel 1690, l'astronomo inglese Edmund Halley mise a punto una campana di immersione la cui atmosfera veniva fornita da barili d'aria, calibrati e calati dalla superficie. In una prima dimostrazione del suo sistema egli si immerse nel Tamigi assieme a quattro compagni alla profondit à di circa 18 metri.

Nel 1715, un altro inglese, John Lethbridge, mise a punto uno scafandro monoposto completamente chiuso.
Sembra che Lethbridge abbia avuto successo con la sua invenzione e che abbia partecipato a numerosi recuperi in Europa..
Comparvero, e furono impiegati negli anni successivi, molti altri progetti simili a quelli di Lethbridge.
Nel 1772 il francese S.Freminet progetto uno scafandro che era formato da un'intero abito in cuoio munito di anelli nelle giunture come rinforzo per resistere alla pressione, l'aria era contenuta da un serbatoio ed inviata allo scafandro tramite un tubo.
Tuttavia essi soffrivano delle stesse limitazioni fondamentali della campana d'immersione, in quanto il palombaro aveva poca libertà di manovra poiché non vi era alcun modo pratico di fornirgli l'aria in modo continuato. Una vera e propria conquista si ebbe verso la fine del 1800, con l'invenzione della pompa operata a mano che poteva erogare aria pressurizzata.
Nel 1828 John e Charles Deane brevettarono una muta per pompieri che permetteva di muoversi in un edificio in fiamme. Nel 1828 essi brevettarono il Deane's Patent Diving Dress, cioè una muta pesante per proteggere dal freddo, dotata di un elmo con un portello di vetro e di una manichetta per l'erogazione dell'aria dalla superficie. L'elmo non era fissato alla muta, ma semplicemente appoggiato sulle spalle del palombaro, tenuto al suo posto dal peso e da cinghie allacciate alla cintura. L'aria di scarico, o quella in eccedenza, usciva da sotto il bordo dell'elmo e non c'erano difficoltà se il palombaro rimaneva in posizione eretta. Se, tuttavia, inciampava o cadeva, l'elmo si sarebbe rapidamente riempito d'acqua.
Nel 1836 i Deane pubblicarono un manuale del palombaro, forse il primo mai dato alle stampe.
Il contributo iniziale all'immersione dato da Augustus Siebe consiste, essenzialmente, in una modifica dell'apparecchiatura dei Deane. Siebe sigill ò l'elmo alla muta all'altezza del colletto utilizzando una muta impermeabile, lunga fino alla cintura ed aggiunse al suo sistema una valvola di scarico.
AI tempo in cui si stava mettendo a punto uno scafandro funzionale, altri inventori lavoravano al perfezionamento della campana di immersione, aumentandone le dimensioni ed aggiungendo pompe d'aria ad alta capacit à per erogare una pressione sufficiente che impedisse all'acqua di entrarvi. Il miglioramento della capacità della pompa condusse ben presto alla costruzione di camere abbastanza spaziose da alloggiare più uomini che potessero lavorare sul fondo, ma all'asciutto. Ciò si rivelò particolarmente vantaggioso per altri progetti, quali scavi per fondazioni di ponti o per la costruzione di sezioni di tunnel, che richiedevano lunghi tempi lavorativi.
Si progettarono cassoni nei quali fosse possibile entrare direttamente dalla superficie. Impiegando una camera di trasferimento era possibile mantenere la pressione nel loro interno, mentre uomini e materiali potevano entrarvi ed uscirne. La comparsa dei cassoni segn ò un importante passo avanti della tecnologia ingegneristica che si sviluppò molto rapidamente..
Con il diffondersi dell'impiego dei cassoni, una nuova inspiegabile malattia cominci ò a colpire gli uomini. Dopo aver completato un turno ed essere risaliti in superficie, i cassonisti venivano frequentemente colpiti da disturbi respiratori, oppure da acuti dolori articolari o addominali, che li faceva camminare curvi. Attribuendogli il nome di Bends…tradotto in italiano con curva, e che in seguito venne assegnato anche ad una nuova malattia: l’embolia, bends in inglese.
Generalmente, la persona colpita si riprendeva dopo un certo tempo, ma poteva pure non liberarsi pi ù da alcuni sintomi.
Nel 1905 il Bureau of Construction and Repair progettò l'elmo per immersione MK V, che sembrava indicato a risolvere i numerosi problemi incontrati in immersione.
I Deane, Siebe, Galeazzi, ed altri studiosi avevano dato all'uomo la capacità di rimanere sott'acqua per tempi lunghi e con sufficiente scioltezza di movimenti, in modo da poter svolgere una notevole mole di lavoro durante la sua permanenza sul fondo.
Palombari.
Il palombaro, tuttavia, era ancora legato alla superficie: la manichetta gli forniva la vita ma limitava il suo campo operativo.
Molti inventori cercarono i metodi per rendere il subacqueo indipendente dalla manichetta di alimentazione dalla superficie e studiarono un sistema per dargli maggiore libert à di movimento, senza fargli correre rischi.
La soluzione era evidente: dare al subacqueo il mezzo per portare con se l'aria necessaria.
Lo SCUBA.
La messa a punto dello SCUBA avvenne gradualmente e, nel corso degli anni, si svilupparono tre tipi fondamentali: il sistema a circuito aperto, il sistema a circuito chiuso ed il sistema a circuito semichiuso.
Sistema a circuto chiuso.
Il sistema a circuito chiuso, proprio per la mancanza di bolle d ’aria in uscita dal sistema divenne oggetto fondamentale delle marine militari inpegnate nella seonda guerra mondiale.
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Palombaro anni 1940. |
elmo Siebe Gorman. |
palombaro anni 2000. |
Gli italiani, con sistemi a circuiti chiusi e i cosidetti Siluri a Lenta Corsa, S.L.C., ma volgarmente chiamati “Maiali” compirono epiche ed eroiche imprese nei mari del Mediterraneo.
Il maiale.
Tra essi Luigi Ferraro, Durand De La Pen, Birindelli, Barberi, Beccati, Marceglia, Bianchi, Manisco, Arillo, Marcolini, tutte Medaglie d'Oro al Valor Militare. Il progetto dei maiali fu ideato da Teseo Tesei.
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Il Maiale al Museo Tecnico-Navale di La Spezia. |
Teseo Tesei. |
Mentre si combatteva con apparecchiature a circuito chiuso, due francesi, uno di essi ufficiale di marina e l'altro ingegnere, mettevano a punto un circuito aperto: chi erano? Emile Gagnan e Jacques-Yves Cousteau. perfezionarono un regolatore a domanda, combinandolo con bombole d'aria ad alta pressione, e cos ì crearono il primo SCUBA a circuito aperto veramente efficiente e sicuro.
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Jacques-Yves Cousteau. |
Il Primo SCUBA. |
Il Precontinente2.
Nel giugno del 1963 Cousteau iniziò l'operazione Conshelf 2 (precontinente2) per dimostrare che si poteva installare una piattaforma sottomarina e provare le teorie di Bond.
Alcuni romanzi di fantascienza furono ispiratiti da questo progetto nonché film.

Fu scelta la laguna Shaab Rumi vicino Porto Sudan nel mar rosso.
Furono costruite 2 case subacquee la prima a 10 metri in grado di ospitare 5-8 acquanauti , l'altra a 26 metri destinata per 2 persone, la miscela respirata a circuito chiuso era a base di elio, l'ossigeno veniva rigenerato con pasticche di calce sodata.
I primi 5 acquanauti nella casa a 10 metri fecero innumerevoli immersioni a 26 mt per costruire la seconda.
Gli occupanti della casa a 26 mt fecero parecchie immersioni a 50 metri senza limite di tempo.
28 giorni dopo l'inizio del progetto i sommozzatori vennero riportati in superficie senza problemi.
Guardate i seguenti due video del gruppo incursori, sui moderni palombari:
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Campana Mc Cann della Nave della M.M. Italiana Anteo. |
Palombaro profondo. |
I video sono in streming continuo...aspettate il riavvio automatico per riguardarli dall'inizio.
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