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Intervista a PASCAL BERNABE:

pascal bernabe

Pascal, tu hai fatto migliaia e migliaia di immersioni, ma ricordi la prima in assoluto?
Si, fu un momento meraviglioso, un’immersione in Nuweiba, Egitto, nel1990, eccetto un check/test dive, essa fu la prima volta in assoluto. Ho percepito qualcosa di unico, differente. Prima di allora, ho provato il paracadutismo, l’alpinismo, la boxe, la maratona…ma quella volta sentii che era la mia strada. E la solita cosa mi è successa quando ho cominciato le immersioni profonde e in grotta.

Ricordi anche la prima volta che hai indossato una maschera?
Sono nato a Marsiglia, vicino al mare così ogni giorno d’estate ero in mare…con maschera e pinne.

Cos’è per te l’immersione con l’a.r.a.?
Primo, è una via per esplorare posti dove nessuno è mai stato prima, in un immenso spazio liquido: nuove frontiere, relitti, grotte, pareti, canyon o..nuove profondità! Mi piace pensare di essere un pioniere.

Cosa pensi durante le lunghe soste di “deco-time”?
Molte volte mi annoio come tutti, così leggo, mangio, discuto con i subacquei della squadra di sicurezza e penso alle nuove immersioni. Se ho raggiunto il mio obiettivo, se l'immersione è stata bella, allora sto bene e sono felice, ed il tempo di « deco » mi sembrerà più corto, se non è così, ho freddo e mi annoio.

Guardando su internet, ci sono moltissime pagine a te dedicate riguardo ai tuoi corsi, ai tuoi record, ma nulla riguardo la tua vita privata, dicci qualcosa di più…
Abito in una splendida casa in legno a Gers, situata tra campi e foreste, ma passo gran parte del mio tempo viaggiando qua e là per il mondo.

Sei sceso a 330 metri, cosa senti ad essere “l’uomo più profondo”?
Niente, o meglio, una strana sensazione, l’impressione come se fosse qualcun altro ad averlo fatto. Ha richiesto un po’ di tempo ma ora ho un buon feeling con il fatto di essere il più profondo…ed ora ho il tempo per fare nuovi progetti.

Per la tua immersione hai usato 27 bombole, quant’è difficile prepararsi nei campi logistico, fisico e psicologico?
Tutto è difficile, voglio dire, che non hai mai completamente abbastanza tempo e denaro! Così io vado dalla cosa più importante, la sicurezza, alla meno importante in questo momento, ovvero avere i fondi economici o la stampa… Per la condizione fisica, da sempre pratico sport di resistenza, come la corsa, così sono a posto. Per il campo psicologico, pratico la Sophrologia con un laboratorio neurologico, per l’organizzazione dell’immersione, mi affido a Bernard Gardette, direttore scientifico della Comex, a François Brun, Hubert Foucart e a Christian Deit, tutti subacquei con grande esperienza in grotta e sui relitti.

Hai scritto un libro: "the guide de la plongeè tek"che ha avuto molto successo in giro per il mondo, quando sarà tradotto anche in italiano?
Spero presto, sarebbe una cosa fantastica per me.

Bhè, vediamo se riusciamo a darti una mano in questa cosa…[n.d.a.]

Qual è il tuo giudizio sulle didattiche ricreative/commerciali ed i loro corsi “fast and furios”?
Bella domanda! È l’adattamento ai moderni stili di vita, cosa che avviene anche nella subacquea tecnica. Magari troppo veloce, ma la tendenza è anche quella di essere più rigorosi.

Fabio Pajoncini Ottaviani, nella sua immersione in auto contenimento a 200 metri disse che sul fondo vide solo una stella marina e fango, tu a 330 cosa hai visto?
Corde, flash e targhette…questo è tutto!

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Tu sei stato inoltre il subacqueo che nella “Fontaine de Vancluse”, è andato più a fondo, cosa hai visto e cosa hai trovato?
Ho visto il fondo, ma poiché i computer sono andati in blocco a -300 metri, benché ci fosse la visibilità, abbiamo pensato che non fosse il caso di scendere ulteriormente di altri 15 metri, ovvero fino al fondo.

Per te, le immersioni sono solo profonde, o ti diverti anche a -30,40 metri?
Oh no! Adoro tutti i tipi di immersione, non necessariamente quelle profonde…Mi diverto nelle due ore di immersione nei Cenotes Messicani a 15 metri di profondità, oppure a -30/45 metri nelle immersioni a Malta o nei Canyon a -40 a Dahab. Naturalmente profonde, grotte e relitti sono le mie preferite ma mi diverto in tanti modi.

pascal bernabe

In Italia, vicino a Roma, c’è il “Pozzo del Merro” hai mai pensato di esplorarlo?
L’ho visto su una rivista americana. Mi piacerebbe molto esplorarlo! Penso che lo adorerei! Pensi che possa essere possibile?
Lavoreremo anche su questo. [n.d.a.]

Per molti subacquei, lo speleosub non è un vero subacqueo ma uno speleologo che usa l’immersione per passare le barriere d’acqua, cosa ne pensi di questa definizione?
Sono possibili due definizioni: il “cave diver” che è prima di tutto un sub e il “sump diver” (Sump, letteralmente “pozza d’acqua” n.d.r) che è prima di tutto speleologo.

Molti subacquei usano il rebreathers per le loro immersioni e molti hanno avuto incideti fatali, cosa ne pensi di questo tipo di immersioni?
Sebbene io sia un “CCR diver” penso che i subacquei debbano essere veramente molto più concentrati nell’utilizzo del rebreather che nel circuito aperto. Voglio dire che se tu non presti attenzione ed importanza hai possibilità ben più alte di avere problemi: respirazione, ppo2, troppo alta o troppo bassa, problemi con la calce sodata…Così il rebreather è meraviglioso ma bisogna avere un buon assetto, automatismo e un buon circuito aperto di salvataggio.

Tu sei un subacqueo profondista, uno speleo sub, un insegnante di rebreather…ma quale specialità preferisci?
Dipende dal tempo. Mi piace tutto, incluso alcune immersioni ricreative, profonde, con circuito aperto o a circuito chiuso, caverne e relitti. Dipende dalle persone e dai posti: Amo le immersioni profonde in parete, i canyon, o il Blue Hole a Dahab, le grotte in Messico e in Francia, i relitti Maltesi…

Pipin nel suo libro ha ottime parole nei tuoi confronti, tu cosa pensi di lui?
Molte ottime cose. Noi abbiamo passato moltissimi momenti belli assieme, sia durante i suoi record che nella sua vita privata. È un ragazzo complesso ma molto umano, corretto e con qualità e difetti.

Tu eri il subacqueo sul fondo quando Audrey ebbe l’incidente, vuoi dirci qualcosa a riguardo, se ti va?
Io posso solo dire quello che è successo sul fondo, Audrey ha avuto difficoltà a gonfiare il pallone e così anch’io, allora l’ho riempito con il mio gas. Dopo lei ha incominciato a salire ed io a mia volta ho incominciato l’ascesa, ed ho visto lei che lasciava il cavo. Allora io son andato verso di lei velocemente e l’ho portata fino a -90 metri dove ho incontrato Pipin a cui ho consegnato Audrey. È un piccolo riassunto di com’è andata. Puoi vedere la scena dal fondo tramite il video e leggere precisamente delle profondità e del tempo sul libro di Pipin e dal report dell’incidente di Kim Mac Coy, con i dati riportati dal computer che Audrey portava sulla schiena.

Non ho mai avuto il piacere di conoscere Audrey, che donna e che apneista era?
Lei era veramente semplice e genuina. Non si è mai montata la testa come troppi campioni! Piaceva a tutti. Era molto elegante e semplice in acqua, come un pesce. Alcuni giorni prima che morisse, fece un’immersione a -170 metri, con una semplicità come se ne avesse fatti 100! E aspettò sulla barca che io finissi la mia lunga tappa di deco. No comment! In Francia noi diciamo semplicemente…”La classe!”. Era un angelo che ha attraversato le nostre vite!

Carlos Serra ed il suo libro, cosa pensi di entrambi?
Lui è molto critico nei confronti di tutti, eccetto di sé stesso. Forse ha modo di essere importante. Sul libro…molte cose stupide e non interessanti!

Tu conosci Eduardo "Wiki" Orjales, di lui mi hanno fornito due differenti descrizioni: un subacqueo attento e professionale, e l’altra, che la notte prima dell’immersione fosse in discoteca fino alle cinque del mattino. Quale delle due versioni è quella vera?
Io so solo che lui non era a -80/90 metri quando avevo bisogno di lui.

Sei anche un apneista?
No. Solo per allenamento e tantissimi anni fa.

Hai fatto immersioni in tutti i mari del mondo…quale paese preferisci?
Domanda difficile: cenotes in Messico, i canyons profondi e le pareti nel Sinai, alcuni relitti a Malta, alcune pareti perdute alle Bahamas o in Tunisia e in Esquerquis.

Ti sei mai immerso in Italia?
Si, sul lago di Garda e nel Genovese, sempre con il Rebreather.

Quali sono i tuoi prossimi progetti ed impegni?
Ho in programma molti corsi e spedizioni. Fa parte del mio lavoro ma sono sempre la mia passione, anche i corsi con gli studenti. Il prossimo febbraio sarò a Dahab per un corso Trimix e un Deep Trimix da un primo ad un terzo livello.

Ovvero?
Deep trimix 1: 120m max, 2: 150m max, 3: 180/200m max. In aprile sarò poi in  Messico per dei corsi e delle esplorazioni di grotte. Poi grotte in Francia e l’Haven in Italia. Mentre a luglio ho una spedizione profonda in Ucraina (150 metri) e un Corso Trimix deep da un primo ad un terzo livello a Dahab. A Settembre spedizione su relitti e corsi in Tunisia, Malta, Libano, e poi nuovamente Dahab e Messico. Vorrei esplorare poi una caverna a -200 metri in Francia, che si diparte ad un chilometro dall’entrata. Eppoi sto preparando un nuovo libro sulle immersioni.

 

 

 

Intervista raccolta in esclusiva per "5 Terre Academy" il 20/01/2009.

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