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Intervista a CLAUDE CHAPUIS:
Ricordi la prima volta che hai indossato una maschera? Come molte persone, ho indossato la mia prima maschera quando avevo all’incirca sei anni, e cercavo di prendere i pesci con le mie mani…che sciocco bambino! [sorride n.d.r] Cos’è per te l’apnea? Quali emozioni ti dona? L’apnea ma anche l’immersione con l’a.r.a, o il nuoto, hanno bisogno di acqua per essere praticato, e il mondo dell’acqua è il mondo delle sensazioni. Nell’apnea è più importante il “corpo” o la “mente”? La mente è la cosa più importante nell’apnea, questo non significa che due ore di Yoga sono necessarie per scendere a 15 metri in assetto constate. L’allenamento ti da gli automatismi, l’adattamento e la tecnica che ti permettono di andare ancora più profondo. Tu conosci tutti I più forti apneisti, quindi consci bene la mente di alcuni di loro, cosa li spinge a scendere così in profondità? E cosa gli fa dire ad un certo punto “ora basta”? Dopo 23 anni passati nello splendido mondo dell’apnea, precisamente dal 1985 al 2008, credo che sia sempre difficile cercare di trovare una interpretazione che possa spiegare perché un uomo o una donna cerchino di andare sempre più in giù, sempre più in profondità. Certamente per essere riconosciuti dagli altri e dagli amici, certamente per sentire delle sensazioni speciali, a volte perché gli sponsor hanno bisogno di campioni, per una o per tutte queste ragioni! Né i figli o un grave incidente possono spingerti a fermarti. Sono sicuro che se tu dai ad un apneista tutte le possibilità per immergersi, lui lo farà fino alla fine. Cosa ne pensi di Pipin? Non tutti gli apneisti hanno una buona idea di lui… Pipin? Come Umberto ma anche come Enzo e Jacques, e qualcun altro: l’apnea è una parte gigante delle loro vite, così è difficile dare un’opinione su di loro, specialmente di Pipin in poche parole. Nel 1992 tu hai creato l’AIDA con Nagel, come mai? Devo correggerti, è stato Roland Specker che creò l’AIDA nel 1992 per regolarizzare il primo record con delle regole precise e scritte identiche per tutti i tentativi. Poiché noi organizzammo con lui nel 1990 una sessione di apnea con slitta a Nizza, lui mi chiese di diventare il responsabile tecnico dell’AIDA. Ti consiglio, ed anche a tutti i lettori, di dare una letta alla storia della nascita dell’associazione su: http://www.aida-international.org/ cliccando su “History”. Tu eri il responsabile tecnico ed hai organizzato il primo mondiale, quali sono le tue emozioni ricordandolo? Il primo campionato mondiale nel 1996 è stato un challenge gigante perché la comunità dell’apnea non era ancora nata. Io ho cercato di crearla con internet, inviando e-mail ed e-mail. Alcuni amici come Loic Leferme, Umberto Pelizzari, per citarne alcuni, mi hanno dato alcune idee per una prima regolazione per le squadre in competizione. Io ho utilizzato poi, la mia esperienza di atleta di sci alpino per elaborare completamente le disposizioni e le regole del regolamento. Questo giorno, il 6 ottobre del 1996, per me, è nata l’apnea moderna. Contribuire a creare la comunità dell’apnea è una sensazione molto forte. È stato anche un sogno che è diventato realtà: il vero “Big Blue”. CMAS contro AIDA, cosa ne pensi? CMAS contro AIDA…Cmas è un’importante, vecchia e complessa federazione che non può essere efficiente ovunque nel mondo delle attività subacquee perché ha anche un numero troppo elevato di attività da controllare…e di organizzarle a un livello internazionale. Ci sono altri esempi nello sport che illustrano una situazione di questo tipo. La cosa più sensata sarebbe quella che CMAS accetti AIDA, le sue regole, i suoi giudici e le sue discipline come un referente internazionale dentro CMAS. Non c’è abbastanza esperienza nella Direzione Centrale di CMAS per organizzare le attività legate all’apnea. La migliore dimostrazione di questo risiede nel fatto della stupida idea che la CMAS ha avuto con il famoso “Cubo” per le competizioni di apnea. Cosa ne pensi dell’attuale presidente di AIDA, Bill Stromberg? Bill Stromberg, presidente AIDA, He!He!He! È un buon vecchio atleta. Cercare di essere nel 2008 il presidente di AIDA non è semplice. La cosa più difficile, per me, è cercare di gestire con l’AIDA Board e l’AIDA Assembly, lo sviluppo di uno sport così giovane. Difficoltà di sapere in quale direzione l’apnea dovrà prendere nel domani. Ho visto che non sei più nel Board AIDA, come mai? Ho deciso di porre fine al mio lavoro nell’AIDA Board perché ho pensato che la ruota debba girare un po’, il “sangue” giovane è importante e anche perché ho voglia di provare altre avventure, mi riferisco ad una famiglia [sorride n.d.r]. Nel passato, Pipin aveva la IAFD per il riconoscimento dei record; Umberto il suo team e la federazione italiana si è avvicinata alla CMAS. Io penso che questi problemi siano avvenuti soprattutto perché nessuno ha speso abbastanza tempo per discutere con gli altri per cercare di capire i diversi punti di vista. Tu eri molto amico di Loic Leferme, fin dagli anni ’90, vuoi dirci qualcosa su di lui? Loic Leferme. Una persona meravigliosa. Tutti erano amici suoi. Io ho scoperto con lui che un record è un lavoro di squadra, mi piace ricordare una delle sue frasi favorite: "Freediving is collective or is not"!
Il “No Limits” oggi? Irrilevante. Noi sappiamo che ci sono problemi di narcosi, problemi di decompressione, e qualunque sia il sistema adoperato, alcuni problemi di sicurezza, perché quando tu hai un problema a 200 metri, esso richiede il tempo di tornare in superficie ed inoltre richiede del tempo al tuo staff di trovare una soluzione anche se tu pensi di aver pensato a tutto. Carlos Coste recentemente ha tentato il record nel FIM, andando incontro ad un B.O. a grande profondità, malgrado tutto ci ha riprovato due giorni dopo (mancando peraltro il protocollo)…cosa ne pensi del fatto che gli sia stata data questa seconda possibilità così dopo poco tempo? L’incidente di Carlos...quando tu hai un grande incidente in profondità in un tentativo, tu devi tenerti a riposo. Riprovare due giorni dopo un grave problema è una pazzia. Qual è la tua disciplina preferita? La mia disciplina favorita? La Statica. Ho sempre avuto un po’ di timore delle grandi profondità, ma l’assetto costante in 15-20 metri di acqua con molti pesci è probabilmente la disciplina più interessante. Hai mai fatto apnea “under ice”? Tu consci Guillaume fin da ragazzino, dicci qualcosa su di lui… Chi è il miglior apneista di sempre? “il miglior apneista di sempre”? Forse alcune vecchie, vecchie ma vecchie AMA possono essere considerate le migliori apneiste di sempre. La baia di Villefranche sur Mer vicino a Nizza è veramente uno splendido sito per praticare l’apnea. Non esitate a venire un giorno. Mi troverete in acqua.
Intervista raccolta in esclusiva da "5 Terre Academy"a Claude Chapuis il 25 novembre 2008. © 5 Terre Academy- 2007 - 2012 Tutti i diritti riservati - |