s s
 
 

Intervista a DAVIDE CARRERA:

davide carrera

Raggiungiamo Davide Carrera via sms e ci accordiamo per un'intervista via e-mail, visto che sta navigando al largo delle Baleari per un rientro tranquillo verso le coste italiane.

Ciao Davide..grazie per questa intervista...

Ciao Leo, tra una cosa e l' altra ho fatto un po' tardi e l' internet point fra un po' chiude, cmq comincio e se non finisco, continuo dal prossimo lungo la rotta che dovrebbe riavvicinarmi all'Italia...

Well..nasci a Torino il 25 dicembre del '75, città non certo di mare…come ci arrivi poi ad Andora?

I miei nonni hanno una casa da dove si vede il mare e fin da bambino ho avuto la fortuna di passarci vari mesi all' anno, mio nonno era un tipo silenzioso e quando ero molto piccolo mi portava sul bagnasciuga anche fuori stagione e probabilmente li nel silenzio ho sentito per la prima volta la voce del mare e il suo forte richiamo.

Come ti sei avvicinato all'apnea?

Sempre da bambino giocando a raccogliere le conchiglie con gli amici.

Come hai incontrato Umberto Pelizzari?

Un signore che avevo incontrato a Laigueglia, in Liguria, lo conosceva e mi ha messo in contatto, l'abbiamo chiamato e lui era all' Elba ad allenarsi per un record e mi ha invitato a vedere gli allenamenti, avevo 18 anni, son partito con la macchina di mia mamma e una tenda dopo aver dato l'esame di latino ai primi di settembre, mi avevano rimandato, a scuola, spesso invece di latino o altre materie che mi annoiavano un po',  leggevo libri sullo yoga presi in biblioteca. Finalmente arrivo all'Elba e vengo accolto come un bimbo da Umberto e tutta la sua squadra, da li è rimasto il soprannome di "bimbo", la cosa che mi aveva colpito di più era la semplicità e la simpatia di Umberto e l' accoglienza degl' elbani, era il mio primo viaggio da solo. 

Nel biennio ’01-‘02 conquisti il W.R. nell’immersione libera, il mondiale ed hai venticinque anni e tutti si aspettano che tu diventi il nuovo “Pelizzari”…ma non continui in questa strada…come mai?

Come ogni bimbo che si rispetti quando finisce il gioco si stufa, sentivo troppa aspettativa da tutti intorno a me, questo mi pesava molto e non riuscivo a tenere la mente sgombra per poter fare bene apnea, ci avevo anche provato l' anno successivo ma poche settimane prima del tentativo una serie di eventi mi aveva portato a non insistere, non mi sentivo sereno, il meteo anche non lo era affatto ed era da poco mancata Audrey Mestre, ho pensato che se si dovevano fare altri record e il mare l' avesse voluto ci sarebbero state altre occasioni.

Su di te, girano tantissime storie, tipo che vivi su un catamarano pescando tutti i giorni e che sei stato in India per 3 lunghissimi anni...

Si vivo su un trimarano, simile al catamarano ma con tre scafi, si chiama "colomba" e ci sono molto affezionato, mi sta dando la libertà di vivere il mare come sognavo da bambino e...............continuo al più presto spero, stanno chiudendo, domani mattina dovrei avere vento buono per attraversare da Ibiza a Maiorca e poi Minorca, appena scendo per controllare il meteo continuo con le risposte, buonanotte.

davide carrera

Queste risposte sono arrivate via e-mail il 20 di novembre, la restante parte, il 23 novembre.

.....rieccomi, son finalmente arrivato a Maiorca, il giorno dopo che ti ho scritto son partito all' alba ma non c'era vento quindi mi son fermato a mi son buttato in acqua prima di lasciare Ibiza e al primo tuffo ho preso un dentice di 5.5 e un po' dopo un'orata di 2, che culo :-),poi ieri sono ripartito e ieri notte siamo arrivati nella punta sud di Maiorca, ti ho allegato anche la foto fresca, continuo l'intervista......

davide carrera

...Di vivere quest’esperienza, mi piace stare in acqua, tante ore, non mi annoio mai e a volte anche se mi viene un po' freddo poi, mi passa e mi sento più vivo, più animale, più parte della natura, a volte anche molto vulnerabile e impotente di fronte ad essa, un po' come quando fai una traversata in barca e quando sei nel mezzo del mare e ne percepisci la sua vastità, ti senti come nelle mani di dio, che ti può schiacciare come niente o proteggere come un bambino, anche questo mi piace e mi fa apprezzare di più la vita, perché la sento vicina e preziosa, come sento vicina la morte, nel ricordo degli amici scomparsi, nella consapevolezza dei rischi che per quanto facciamo attenzione possiamo sempre correre, nel fatto che prima o poi, la morte, arriva per tutti e quindi dobbiamo cercare di vivere bene il presente, con totalità. Spero di non essere pesante o di sembrare triste, non lo sono, scherzo molto e cerco di divertirmi. Non sono stato per tre anni in india ma per qualche mese invernale in due anni successivi, è stata una esperienza molto bella che mi ha arricchito molto e sono grato a Mayol e Umberto che, tramite le riviste, mi hanno messo il pallino dello yoga in testa quando ancora ero un ragazzino. 

Sei tornato alle competizioni quasi per gioco, ed hai strappato una misura strabiliante, che solo per una banalità non è stata omologata come record italiano, come ti sei sentito in quel momento?

Mi sono sentito di nuovo come un bambino ed è forse grazie a questo se mi è riuscito di toccare di nuovo profondità importanti, mi ha fatto anche molto piacere conoscere meglio Federico mana e condividere con lui e Ilaria Molinari i bei momenti di preparazione ai mondiali, ricchi anche delle nostre paure ed emozioni, però paure da bambini, proprio quelle che ti emozionano e ti fanno crescere, quelle che crescono dal cuore e dal pensiero dell' infinito e non quelle delle preoccupazioni della testa e del domani. Ci sarebbe piaciuto condividere un record in due come ai tempi di Falco e Novelli ma il destino stavolta ha voluto che il record lo facesse solo fede, va bene così, sono stato sempre sinceramente contento per lui e credo che lo abbia sentito, c'è sintonia e spero che capitino altri momenti di condivisione con lui e con tutti quelli che avranno voglia di portare avanti il viaggio verso il blu con l' amore per il mare.

davide carrera

Pensi di ritornare presto a fare competizioni o questa è stata solo una piccola parentesi?

Fare questa gara mi ha fatto piacere ma continuo a non fare programmi, per me l'allenamento è un processo lento e continuo di adattamento, mi piace chiamarlo di delfinizzazione, pensando al concetto dell’homo delphinus di Mayol, quindi non è finalizzato alla gara ma alla ricerca e a volte le gare sono momenti di scambio importanti e se ci saranno altre occasioni ben vengano.

Tu, nel passato hai avuto qualche problema con l’AIDA, cosa ne pensi oggi di questa associazione?

L’AIDA è fatta da persone, ci sono quelli simpatici e quelli no, quest' anno mi sembravano abbastanza simpatici, anche se mi hanno squalificato per un decimo di secondo :-)), le regole sono regole, quando avevamo avuto problemi come squadra italiana c'era qualcuno davvero stupido, comunque le regole e l'organizzazione mi sembrano sicure ed efficaci.

davide carrera

Nello scontro tra CMAS ed AIDA, qual è la tua posizione?

Non mi piace entrare nella politica comunque per me l’importanza di una gara non dipende dal fatto che sia organizzata da un ente o un altro ma che sia organizzata seriamente e che vi partecipino i migliori del momento, in modo da poter imparare delle cose e confrontarsi liberamente, senza limiti politici o regole frustranti.

Qual è il tuo rapporto con il mare?

Non saprei bene cosa dire, per il momento è forse tutto quello che ho e lui ha me.

Cos’è per te l’apnea?

Lo spazio fra un respiro e l’altro, a volte quello spazio si dilata.

Per essere un buon apneista, ad alto livello, quanto conta in percentuale l’allenamento mentale e quello fisico?

Con le percentuali non sono un granché, diciamo che sono parte torinese e partenopeo :-) , ci vuole un equilibrio fra corpo mente e spirito e tutte sono importanti.

Come ti sei allenato per la tua prestazione al mondiale di Sharm?

Come dicevo prima, con anni passati per mare, meditando e facendomi anche il culo, se si può dire altrimenti diciamo faticando , poi l' ultimo periodo, a Sharm con fede, solo tuffi fondi e rilassamento.

Oggigiorno ci sono moltissime specialità, quali sono quelle che ti “attirano” maggiormente?

La regina per me è sempre il costante, quella più vicina al delfino e più libera, mi incuriosisce anche la rana ma non l' ho mai praticata bene.

Cosa ne pensi dell’attuale tecnica di discesa del “No Limits”?

È anche un bel gioco, mi piace, però richiede una buona organizzazione e se si esagera, può essere pericolosa perché i medici devono ancora capire molti degli effetti che ha sul corpo.

Quali sono secondo te, gli atleti che oggi vivono il mare con la tua stessa intensità e passione?

Non lo so, probabilmente in giro per il mondo ci saranno degli indios che vivono un rapporto col mare e una spiritualità davvero profonda senza che nessuno lo sappia, per quanto riguarda gli atleti che partecipano alle gare, ho stima di molti e ognuno a modo suo vive intensità e passione.

davide carrera

Ti sei immerso in tutti i mari del mondo, ma quali sono i tuoi posti preferiti?

Beh non è che proprio ho visto tutti i mari, comunque a me piace molto il mediterraneo, solo che è un pelino fresco d’inverno :-)

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Tornare a casa per Natale e rivedere amici e parenti e poi a febbraio William Trubridge mi ha invitato alle Bahamas per fare un corso insieme a lui e se tutto va bene poi fermarmi li e fare la gara che organizza lui, il “verticalblue”, poi rimettere colomba in acqua e riiniziare a navigare per altre avventure mediterranee, dopo anni un po' solitari adesso sento voglia di contatto e mi fa piacere navigare anche per incontrare amici di mare, mi ha fatto anche piacere scrivervi e raccontarvi qualcosa di me, un abbraccio a tutti ...

davide carrera

Intervista in esclusiva per “5 Terre Academy” raccolta il 23 novembre 2008.

.
.

© 5 Terre Academy- 2007 - 2012 Tutti i diritti riservati -
Tutti i materiali pubblicati nel sito, salvo diversa indicazione, sono di proprietà dei 5 Terre Academy e/o dei rispettivi autori.
E' vietata la ripubblicazione anche parziale di contenuti testuali o immagini del sito senza autorizzazione scritta.