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INTERVISTA A DANIEL MERCIER:

Daniel, nel ringraziarti di questa intervista, ti chiedo subito, come mai nel 1974 decidesti di lanciare questo “Festival”?
Fino al 1974, ho formato numerosi istruttori e cercavo di trovare dei mezzi per promuovere la nostra attività, l’immersione, affinché gli istruttori potessero guadagnarsi da vivere con la subacquea. La promozione dell’attività subacquea, dello snorkeling, e della pesca in apnea, interessava ben poco i media. Queste attività sono sempre state svolte dal nostro club, ma per me, pur essendo sempre stato a favore, non sono mai state il futuro delle immersioni subacquee.
Così abbiamo creato il “festival mondiale dell’immagine sotto marina”. Questo è il modo migliore per comunicare con il grande pubblico e fargli scoprire le bellezze del mondo sommerso e fornirgli l’invidia della subacquea.
Cos’è per te, oggi il festival dopo 34 edizioni?
Oggigiorno, il festival mondiale dell’immagine sottomarina ha raggiunto il suo scopo e si pone come il grande ritrovo dell’immagine sommersa. Nel 2007 abbiamo raccolto più di 1000 concorrenti, in rappresentanza di 59 nazioni. Luogo di incontro per gli appassionati delle immagini e della subacquea, è diventato uno strumento per aumentare la consapevolezza circa la protezione dell'ambiente sottomarino.
Ci sono moltissime categorie, una di esse è il web, quanto pensi che sia importante il web per il “Sesto Continente”?
Nel corso degli anni abbiamo aperto il festival a tutte le forme artistiche e di comunicazione. Nostro scopo è di raggiungere il più vasto pubblico possibile, per le immagini, i films, i diaporami, la musica… E internet è evidentemente il modo di poter allargare di più il pubblico per contagiarlo con la subacquea.
Gli italiani sono molti, e spesso i vincitori in moltissime categorie, secondo te, come mai noi italiani amiamo così tanto il festival e siamo anche così bravi?
Il festival è un importante luogo di incontro e di scambi, tra professionisti, amatori e grande pubblico. Gli italiani rappresentano il 30% dei concorrenti, in particolare tra la categorie dedicate alla fotografia, da ciò sembra evidente che la fotografia subacquea sia molto sviluppata in Italia.
Molte categorie e molte giurie, quante persone hai nel tuo staff per preparare ogni anno il festival?
Noi siamo in 4 che lavorano tutto l’anno. La preparazione di un festival richiede 18 mesi di lavoro. Noi stiamo già preparando, in maggio 2008, il Festival del 2009! Due settimane prima del Festival noi facciamo appello ad una squadra di volontari, più spesso ai vecchi membri dello “Spondyle Club”, che costituiscono circa un totale di 60 persone coinvolte. Le giurie sono composte dagli invitati del Festival, e sono indipendenti dall’organizzazione.
L’anno scorso noi eravamo al “Marineland” uno splendido posto, veramente divertente e con un sacco di famiglie di concorrenti che giravano per le vasche, come mai il tuo staff ha cambiato nuovamente posto?
Noi abbiamo deciso, con il Comune di Antibes, di ritornare al “Palazzo dei Congressi”, dove nacque il Festival. Il “Palazzo dei Congressi” doveva essere ricostruito ma i lavori non sono ancora incominciati, per una questione di fondi. Questa soluzione ci offre un conforto economico.
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Marineland: vasca delle orche. |
Marineland: ingresso. |
Marineland: tunnel degli squali. |
Molti film, fotografie, persone e società produttrici, come mai non ci sono workshop di video e foto editing?
Noi non vogliamo organizzare un mercato di video o fotografie, ma nostro scopo è favorire e stimolare gli incontri tra realizzatori e produttori. Tutto il corso dell’anno noi ci occupiamo poi, della promozione dei film premiati. Se noi riceviamo una domanda di tipo commerciale, forniamo le coordinate di chi l’ha realizzato.
Per essere uno dei vincitori…cosa deve avere un sito web? Una foto? Un film?
Per ciascuna categoria, lo scopo principale è promuovere l’interesse per la subacquea.
Ora il Festival ha ambasciate e consolati sparsi per il mondo, qual’è, quindi, il futuro del Festival?
Il futuro del Festival è un problema per noi, finora. Il bilancio è una grossa preoccupazione: abbiamo perso un sacco di soldi in questi ultimi anni. È inoltre, necessario per noi, trovare un posto adattato alla dimensione internazionale del Festival. Stiamo lavorando per preparare il futuro, ma abbiamo pochissime certezze.
Ancora due domande, come nasce questo strano (ma bel) premio? Per chi non lo sapesse, una pinna d’oro. (N.d.A). e chi ha disegnato il logo del Festival?
“Pinna d’oro” in francese: “Palme d’or”, è un gioco umoristico d’assonanza con il gran premio del “Festival di Cannes”. Il logo, come nostro poster, è il disegno di un bambino che ha partecipato al concorso del poster che noi organizziamo ogni anno, riservato appunto ai bambini…un concorso, ancora una volta, che serve per promuovere il mondo sommerso tra i bambini.
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Il Logo del Festival. |
La Pinna d'oro per i vincitori. |
Grazie Daniel Mercier, per questa sua intervista.
Grazie a voi, e spero di aver risposto in maniera precisa alle tue domande, e un grosso saluto a tutti i lettori del tuo portale “5 Terre Academy”.

Intervista raccolta in esclusiva per "5 Terre Academy" il 06/06/2008.
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