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INTERVISTA A FEDERICO MANA:

federico mana

Ho conosciuto Federico assieme a Stig e a Sara, al Congresso del CNR "Ai Limiti della Fisiologia", dopo averlo mancato per ben due anni a Sharm, dove ha vissuto per moltissimi anni...adesso dovremmo incontrarci per una "battuta" di pesca in apnea...nella quale siamo, entrambi, imbattibili!!! :-)

 

La tua passione per l'apnea viene dopo un'altra grande passione, il basket, che ti ha visto nel ruolo professionistico...come hai deciso, ad un certo punto, questo salto?

In realtà, prima del basket nuotavo a livello preagonistico e la passione per l’acqua era già forte, ho iniziato come cestista per stare con gli amici e sono rimasto stregato da questo sport meraviglioso che ho praticato per 15 anni.
In estate però tornavo sempre alla mia prima passione e passavo ore in acqua con il mio “fuciletto” ad insidiare, con poco successo, ogni essere acquatico.
Mi sono poi trasferito a Milano per l’università e qui ho deciso di approfondire la mia passione per l’acqua, iniziando a frequentare corsi di apnea. Non sono più riuscito a smettere di praticare questa disciplina.

La prima volta che hai messo la maschera, quandè stato?

Avevo 4 o 5 anni, quando il mio babbo mi ha regalato la prima maschera, dopo averla provata ripetutamente nella vasca da bagno, sono riuscito finalmente, ad usarla in mare e sono rimasto affascinato dal mondo subacqueo.

Hai vissuto per anni a Sharm, poi, quest'anno il ritono in Italia...come mai questa scelta? un po' strana visto che, approdato nuovamente alle competizioni internazionali, Sharm era la meta migliore per allenarsi....

La scelta è nata non da motivi personali, ma da dinamiche famigliari: oltre ad essere apneista sono anche papà! [del piccolo Lorenzo, n.d.r.] E dalla voglia di sperimentare l’insegnamento dell’apnea dello yoga in Italia. Penso che in Italia i tempi siano maturi per provare a vivere di apnea.
Per quanto riguarda il mondo delle competizioni, Sharm è indubbiamente un ottimo posto per allenare l’apnea profonda ma gli allenamenti di tutto il resto dell’anno non sono così semplici.
Ad esempio non si trovano piscine con corsie, si trovano difficilmente piscine quadrate per allenare la dinamica ed il nuoto: provate voi a fare dinamica in una piscina e forma di pesce! E quelle che ci sono, sono spesso intasate da turisti. Spesso, per non trovare persone in vasca, iniziavo le sessioni di allenamento alle 6.30 di mattina!
In Egitto è anche difficile trovare atleti con i quali allenarsi e preparatori atletici che possano darti consigli o seguirti negli allenamenti. Personalmente sono stato fortunato, infatti, ho incontrato Giusy [Dicuzzo n.d.r.], una ex nuotatrice professionista che mi ha aiutato molto, e Guido [“Puido” Profumo n.d.r.]. Un appassionato di apnea che mi seguito e fatto assistenza per un anno intero.

federico mana

Tu insegni Yoga e respirazione...quanto pensi che pesi la parte mentale rispetto a quella fisica nell'apnea?

Tanto! Non so esattamente in quale percentuale, ma tanto. Penso che nell’apnea le risorse mentali e la capacità di affrontare la prestazione in modo rilassato siano determinati. Pratico ed insegno yoga da anni e ritengo che la consapevolezza indotta da questa disciplina possa fare la differenza nella prestazione sportiva. Ritengo che non sia un caso che Sara Cambpell, nonostante non sia famosa per le sue doti atletiche, abbia raggiunto risultati straordinari. Anche Lei pratica yoga in modo assiduo.

Che cosa ti ha spinto a prediligere  l’assetto costante senza pinne tra tutte le discipline?

Devo essere sincero…la mia meta erano i Mondiali AIDA e mi serviva un risultato ufficiale per entrare nel ranking ed ho scelto di provare a battere il Record Italiano con la quota più accessibile. Ho provato dei tuffi ed in una settimana sono arrivato oltre i 45m ed ho deciso di tentare il mio primo record. Con la pratica e l’allenamento, mi sono innamorato di questa disciplina, che è molto tecnica e faticosa, e forse mi piace anche per questo.

federico mana

Puoi raccontarci come ti alleni durante l’anno per prepararti ad un record? Come scegli i tuoi allenamenti?

Ritengo che non si sappia ancora come si debba allenare un atleta apneista. In molti sport, gli atleti di vertice si allenano quasi tutti nello stesso modo, l’apnea è ancora uno sport di nicchia e questa regola non esiste ancora. Vi sono molte teorie e poche certezze. A me piace molto sperimentare e raccogliere dati e provare le tecniche più diverse.
L’anno scorso ho diviso gli allenamenti in tre sessioni. Nella prima sessione ho fatto 12 settimane di preparazione atletica, composta da 12 allenamenti settimanali (3 allenamenti di nuoto, 3 in palestra, 3 spinning e 3 yoga fisico) lavorando quindi, su un piano aerobico. Nella seconda sessione, ho fatto 10 settimane di preparazione specifica con apnea dinamica, statica e tante ore in mare a profondità raramente superiori ai 40m, con lo scopo di lavorare sull’adattamento alla pressione. E ancora tanto yoga e pranayama.
Ho concluso con 6 settimane di allenamento profondo in mare, alternando assetto costante senza pinne, tre volte a settimana, e assetto costante,due volte a settimana.

Quest’anno ho ridotto molto il carico di lavoro per vedere come cambierà il mio modo di fare apnea.

Ritengo, comunque, che il segreto sia andare tanto in acqua, ad oggi, infatti, i campioni di apnea sono coloro che dispongono di tanto tempo per dedicarsi all’apnea.

federico mana

Ti sei immerso un po' in giro per il mondo, quali mete consiglieresti?

Sembrerà strano, ma sono una grande amante del Mediterraneo, solo pochi giorni fa ho pescato per oltre tre ore in Liguria e non ho sparato neppure una volta perché mi perdevo a guardare le meraviglie del nostro Mare (scusa poetica per dire che sono un pescatore molto scarso).
Bhè, la solita scusa che utilizzo anch’io che sono uno scarsissimo pescatore. [n.d.r.]
Trovo entusiasmante ogni esperienza in Mare, i Mari tropicali sono indubbiamente molto colorati ed accoglienti, ma mi sono divertito molto anche a fare apnea con le foche in Irlanda o pescare nel freddo Oceano in Portogallo.
Basta che sia Mare ed io sto bene.

Cosa ne pensi della CMAS?

Non conosco molto bene il mondo Cmas, sono rientrato da soli 5 mesi in Italia e d ho preso parte ad una sola competizione.
La mia valutazione è di carattere più generale ed è riferita all’apnea Italiana in relazione alle mie esperienze all’estero.
Ritengo che ogni Istituzione federale o non, segua le strategie che meglio crede. Ognuno può perseguire gli obiettivi che ritiene più importanti.
A parer mio, non sono né le Federazioni né le Associazioni Sportive a decretare chi è il migliore, ma sono gli apneisti. Sono quelli che praticano questo sport, a decidere con chi si trovano meglio e da chi farsi rappresentare. I numeri parlano chiaro e non fanno polemiche.
Ritengo che l’Italia sia la Nazione con il miglior bacino d’utenza al mondo, con ben quattro didattiche che vantano centinaia di istruttori e migliaia di nuovi adepti ogni anno.
Dovremmo essere la Scuola di Apnea per Eccellenza, dovremmo essere i Dottori dell’Apnea ed esportare nel mondo l’apnea come facciamo con il calcio.
In realtà, penso che in alcuni ambiti, si siano perse energie e risorse nel far politica e cercare di definire chi era il migliore, invece di usare queste risorse per studiare, sperimentare e dare la possibilità ad ogni apneista di praticare più apnea possibile, sia agonistica che ricreativa.
Nel frattempo il panorama internazionale è cresciuto molto ed oggi fa scuola, non propina certezze (perché nell’apnea le certezza sono poche), ma sperimenta (anche sbagliando) e cresce a velocità impressionante.
Noi Italiani dovremmo essere più curiosi e umili. Partecipare a più eventi, a più gare ed essere liberi di sperimentare e gareggiare senza paura.
Sono comunque certo che la voglia di tornare ai vertici dell’apnea porterà a cercare delle soluzioni costruttive.
Il miglior modo di essere al TOP, è quello di fare apnea il più possibile, in ogni ambito ed in ogni competizione, confrontandosi con i migliori.

Come vedi il tentativo di "no limits" di Nitsch a 250 metri?

Il NO LIMITS è una disciplina che non conosco ed ho difficoltà ad esprimere un’opinione, penso sia stolto parlare di ciò che non si conosce.
Sicuramente Herbert è un grande campione, ma soprattutto un grande sperimentatore e ricercatore. Lo vedo come un Galileo dell’apnea, fiducioso delle sue conoscenze e doti, ma anche consapevole dei rischi che corre.
La scienza dirà grazie a personaggi come Herbert, anche perché essa esiste grazie a coloro che osano spingersi oltre i limiti teorici definiti dalla scienza stessa.

Chi sono i più “forti” apneisti del momento nelle varie specialità?

Il concetto di forza potrebbe assumere significati diversi. E’ abitudine occidentale tradurre questi significati in numeri o prestazioni. Seguendo questa logica gli apneisti più forti nelle varie specialità sono i rispettivi detentori dei record.

Quali sono i tuoi obiettivi per il prossimo mondiale AIDA?

Purtroppo in questo momento ho dei problemi ad una caviglia e non so se riuscirò a prendere parte ai mondiali. Se dovessi partecipare, mi piacerebbe prepararmi per tentare il Record Italiano in Assetto Costante.
Ritengo che le discipline profonde siano le più affascinanti.

federico mana

Qual'è secondo te il più “forte” apneista di sempre?

Secondo me la forza non è un concetto necessariamente legato ad un record del mondo: ho visto prestazioni da pelle d’oca, senza che fossero dei record.
Amo molto gli atleti che, cimentandosi in imprese extraterresti, le fanno sembrare semplici ed armoniche senza sconfinare oltre il proprio limite. Non amo gli atleti che arrivano a prestazioni o record a suon di Blak-out.
Ecco perché ho diversi esempi di forza.
Per quanto riguarda la prestanza fisica, indubbiamente Herbert Nitsch e Stepanek sono i più performanti, anche se non amo la loro acquaticità.
In termini di eleganza, sicuramente Willam Trubridge e Davide Carrera incarnano la bellezza del gesto atletico.
Se parlo di forza mentale, il miglior apneista che ho conosciuto è Gaspare Battaglia, apneista che già oltre 4 anni fa si esibiva in gara con statiche da oltre 7’ pur non essendo un apneista professionista. Ritengo che anche Nitsch abbia delle stupefacenti doti mentali e capacità di auto-ascolto, l’ho visto poche volte in acqua ed è riemerso sempre in modo molto lucido e con il sorriso.

 

federico mana

Intervista raccolta in esclusiva da "5 Terre Academy" il 18 giugno 2008.

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