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INTERVISTA A GIANLUCA GENONI:

Dati personali:

Gianluca Genoni nato: Galliate  05/07/1968.
Residenza: Busto Arsizio.
Altezza: 1,92 mt.
Peso: 92 kg.
Capacità polmonare: oltre 9 lt.

Questi i dati personali di Gianluca che l'anno scorso, il 5 ottobre 2006, dopo una carriera lunga 10 anni, pieni di successi, si è ritirato dalle competizioni con un ennesimo record mondiale di apnea nell'assetto variabile.

Ciao Gianluca, grazie per questa intervista…

      Ti sei ritirato l’anno scorso dalle competizioni di Apnea, stabilendo un record a -141 nel variabile, ad un anno di distanza…

      Pensavo di sentire di più la mancanza da quello che è stato per più di 10 anni la mia attività principale, invece, forse perchè non mi sono ancora fermato un giorno, e sono spesso impegnato in prove, esibizioni, fiere, convegni, test di materiale non è cambiato assolutamente nulla.

      Cos’è oggi per te l’apnea?

      Negli anni il mio rapporto con l'apnea si è evoluto, oggi l'apnea è il mio lavoro, con l'attività di testimonial per varie aziende, con la didattica, con i programmi per la televisione, ma è anche divertimento e rilassamento quando mi alleno o quando mi immergo per vedere fondali.  

      Qual è il tuo futuro nell’apnea?

      Dai primi anni 90 quando mi sono avvicinato io ad oggi è enormemente cambiata, questo grazie all'attività didattica, oggi i praticanti sono molti e ovviamente in questo modo sono aumentati molto anche i forti apneisti.

      Nel futuro credo e spero che il movimeto cresca ancora. Facendo però particolare attenzione alla sicurezza per quello che riguarda l'apnea agonistica/competitiva.   

      L'Apnea profonda e il record sono una sfida con sé stessi, con il mare o... cosa?

      I record di profondità possono avere significati diversi, a seconda della persona e del periodo della propria vita, gli stimoli che ti spingono possono essere diversi: sfida con se stessi, con gli altri, provare emozioni particolari, cercare di raggiungere il proprio limite...

     Come ci si prepara ad un record del genere?

     Nel mio caso mesi di allenamento anche intensi, che ti permettono di arrivare al giorno del tentativo nelle migliori condizioni fisiche ma anche mentali. Ma anche prove per sistemare l'attrezzatura e trovare le soluzioni migliori.

      Negli ultimi anni c’è stato un aumento vorticoso nelle profondità, ad esempio, il tuo attuale record in variabile è superiore a quello del 1998 nel no limits a cui arrivasti a -135. Come ti spieghi ciò?

      Si spiega con la somma di vari fattori: continuo allenamento, evoluzione delle attrezzature, nel mio caso la zavorra di discesa, preparazione sempre più specifica sulla base delle esperienze degli anni passati, adattamento alla profondita.

     Cosa ne pensi della performance di Nitsch e del suo -214? Fino a che profondità pensi che ci si possa spingere?

     -214 metri è una profondità incredibile difficile anche da immaginare. Dipende da che stimoli si hanno e quanto si è disposti a rischiare per superare il record precedente. Nel no-limits spero per loro che decidano di fermarsi presto, quando sento che si stanno allenando a certe profondità ho paura per loro, spero sempre che non si verifichino nuovi incidenti.  

     Leggendo il libro di Pipin, si rimane esterrefatti a vedere quante volte è andato in black-out e quante volte è stato colpito da MDD. A te è mai capitato?

     Fortunatamente non ho mai avuto incidenti di questo tipo. Credo che un apneista nella sua attività non debba per forza arrivare alla sincope.

     Negli ultimi anni sono aumentati gli incidenti a professionisti, pensi che ci sia più leggerezza nell’affrontare il blu o sopravalutazione dei propri mezzi o cosa?

      Credo che fondamentalmente si tende a sottovalutare quello che si sta facendo e i pericoli che potrebbero esserci. Non dimentichiamo che ormai siamo giunti a profondità vicine al limite.

      La sicurezza, molto se ne parla ma poco si applica…

      L'argomento sicurezza, per chi pratica apnea ad alti livelli, è molto delicato. Personalmente quando mi alleno a profondità impegnative ho sempre uno staff di assistenza, che mi segue da quando ho iniziato e che garantisce un lavoro in sicurezza. So che non è così per tutti.

      Qual è la disciplina che preferisci?

      Le discipline che preferisco sono: assetto costante, specialità nella quale mi alleno regolarmente come base per le altre discipline, assetto variabile, dove ho stabilito 11record mondiali e no-limits, dove ho stabilito 2 record e dove inizialmente, quando le profondità erano più gestibili, provavo le emozioni e gli stimoli più forti.

      Cosa ne pensi dell’immersione senza attrezzatura?

      Sinceramente non ho mai dedicato molto tempo a questa disciplina, un po' in piscina, ma niente di più. Credo che alla fine l'apnea sia soprattutto ricerca di certe sensazioni e per questo  una disciplina vale l'altra.

      Il nostro portale è visitato anche da gente che non si immerge in apnea, puoi provare a spiegare cosa si sente in un’immersione del genere?

      Chi si immerge in apnea normalmente lo fa per le sensazioni che prova. Quando si sta in mare si ha una sensazione di libertà, quando poi ci si immerge, quello che colpisce i neofiti e il benessere che ti avvolrge, e come, stare senza respirare può dare tranquillità e sensazioni piavevoli

      Quali sono i tuoi pensieri a -100 metri? Cosa si “sente”?

      A -100 metri si sta bene e dopo che viene il difficile. Fino a 115/120metri provo sensazioni ed emozioni positive, insomma sto bene. Quando supero quella quota invece necessito di una concentrazione e un'attenzione maggiore. Tutto deve funzionare al meglio sia per me che per i miei assistenti.

      Quest’anno si è molto parlato di pesca subacquea e della chiusura integrale all’Isola dell’Elba, qual è la tua opinione a riguardo? Pratichi la pesca sportiva?

      Non pratico la pesca sportiva, anche se non sono contrario. Il programma fatto in tv mi ha permesso di conoscere bene la problematica delle aree marine protette, certamente, il pescatore in apnea con l'istituzione di sempre nuove aree marine protette viene molto penalizzato, pur non essendo sicuramente il principale colpevole dell'impoverimento dei fondali. Bisogna anche dire che ove hanno istituito un'AMP il mare è rinato e si è progressivamente ripopolato a vantaggio di tutti quelli che si immergono senza fucile.

      Ultima domanda, progetti per il futuro al di fuori dell’apnea?

      L'apnea con tutte le sue attività collegate sono il mio lavoro ma anche la mia passione, quindi occupano gran parte del mio tempo. Nel futuro vorrei viaggiare un po' meno e dedicare più tempo alla mia vita privata, alla famiglia agli amici...

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Intervista raccolta in esclusiva l'11/12/2007.

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