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INTERVISTA A LORENZO BORRI: responsabile vendite O.me.r

Quest’intervista, con il direttore vendite di O.me.r, Lorenzo Borri, è un po’ inusuale rispetto alle interviste precedenti presenti sul nostro portale.
Lorenzo, innanzitutto, visto che sono in molti che se lo domandano, la sigla O.me.r, deriva da…
O.me.r è l’abbreviazione di Officine Meccaniche Rezzatesi. Questa ditta è infatti nata a Rezzato (Bs) come officina meccanica e nulla aveva a che fare inizialmente con la subacquea. Solo con gli anni si è trasformata sino a diventare una ditta che produce esclusivamente attrezzature per la pesca in apnea.
O.me.r è una realtà importante della pesca sub che si è affermata rapidamente, ritagliandosi un suo spazio, in mezzo a giganti commerciali come la Cressi. Raccontaci il perché di questo successo.
Credo che il grande successo della Omer sia dovuto principalmente a due fattori: il primo è che è un’azienda specializzata al 100% in articoli per la pesca in apnea. Il secondo motivo è che in azienda siamo tutti, a partire dai titolari, dei grandi appassionati che adorano praticare la pesca in apnea e che quindi riescono a interpretare le esigenze della nostra clientela.
Siamo poi un’azienda molto dinamica, propensa ad investire nell’innovazione e che si pone come priorità assoluta la qualità dei prodotti che realizziamo.
Quali sono i numeri della O.me.r? Dipendenti, superficie, fatturato, risultati della sua squadra sportiva….
Oggi posso dire con un pizzico d’orgoglio e senza timore di smentite che siamo di gran lunga la prima azienda al mondo a livello di fatturato nel settore della pesca in apnea. Fatturiamo oltre 8 milioni di euro ed abbiamo venticinque dipendenti. Da circa un anno ci siamo trasferiti nella nuova sede di Sovico (Mi) dove lo spazio non manca proprio.
Per quanto riguarda il nostro Team di atleti quest’anno a livello nazionale abbiamo vinto praticamente tutto. Leonardo Cagnolati ha vinto il campionato assoluto individuale mentre Bardi e Volpe hanno vinto il campionato a squadre. Un anno fantastico.
Abbiamo poi molti atleti sparsi in tutto il mondo e quest’anno, per un solo pesce, il nostro atleta spagnolo Alberto Mark si è dovuto accontentare del secondo posto ai campionati europei. A completare questo fantastico 2007 aggiungo anche la seconda vittoria consecutiva della Spearfishing Champions League del nostro atleta croato Kokolic.
La squadra O.me.r è composta da grandi campioni, quanto incide la loro esperienza sui vostri prodotti?
Tantissimo. Ti dico solo che oggi selezioniamo gli atleti da far entrare nel Team non tanto per i risultati agonistici (che per un atleta sono sempre importanti) quanto per le sue capacità di tester e di sapersi proporre al pubblico nel modo giusto. Credo che non esista un solo prodotto realizzato negli ultimi 5 anni che non abbia ricevuto degli importanti contributi da parte di qualche atleta sia a livello di progettazione che di modifiche durante i periodi di test.

Quali sono le novità che vedremo nei negozi il prossimo anno? Dal vostro sito si vede che avete lanciato anche una linea di abbigliamento…
Nel 2008 avremo diverse novità e la linea di abbigliamento non è che una delle tante. Personalmente ritengo che le novità più importanti siano il nuovo arbalete HF2 (che va ad affiancare il già mitico HF), la nuova linea di neoprene mimetica “Brown” (particolarmente adatta ai nostri fondali) e la nuova linea di accessori voluta e progettata da Marco Bardi (a proposito dell’importanza degli atleti in Omer).
Sappi poi che stiamo lavorando da più di un anno su prodotti importantissimi che saranno presentati nel catalogo 2009. Ti cito solo un innovativo fucile pneumatico e un computer da apnea ma …… forse sto andando troppo avanti.
Sei un buon praticante di pesca? Quante volte ti immergi di media?
Pratico la pesca in apnea da quando avevo 8 anni. Se i miei risultati fossero proporzionati alla mia passione sarei un pluri campione del mondo. Invece sono solo un discreto pescatore che però è riuscito a togliersi qualche bella soddisfazione. Purtroppo vivendo lontano dal mare, con un lavoro impegnativo ed una bella famiglia non riesco a pescare quanto vorrei. In estate dedico le mie due settimane di ferie interamente alla pesca e nei rimanenti mesi faccio una media di due uscite al mese. Per il resto cerco di mantenermi minimamente in forma in piscina.

Qual è il posto dove preferisci immergerti?
In Italia direi sicuramente la bassa Liguria. Ho una casetta a Marina di Massa e un grande amico a Lerici con il quale esco spesso a pescare in gommone. Grazie al mio lavoro ho però la possibilità di immergermi in posti fantastici anche lontani come le Hawaii, il North Carolina, la Turchia, Cipro etc. Ho provato a pescare attorniato da squali, tartarughe, foche e… balene nello stesso giorno. Veramente esperienze indimenticabili.
Tocchiamo un nervo scoperto…le aree marine protette, cosa ne pensi?
Penso che le AMP siano una grande cosa e che siano indispensabili per la salvaguardia del nostro mare ! Il guaio è che in Italia la gestione e la regolamentazione di queste aree è veramente disastrosa.
Come ha inciso la restrizione sulla pesca varata dall’AMP dell’arcipelago toscano, sul fatturato della società che rappresenti?
E’ incredibile come la Toscana, regione storicamente importantissima per il nostro business in Italia, sia diventata oggi una regione di secondo piano. Quasi tutti i nostri clienti toscani (e sono molti) non hanno fatto l’ordine stagionale in attesa di vedere cosa succederà. Sono tutti molto spaventati. E sinceramente non mi sento di dargli torto. Per noi un grossissimo danno.
La F.I.P.S.A.S. ha gestito malamente l’ ”affaire Elba”, come comunemente viene identificato, qual è la tua idea al riguardo?
Non amo parlare male dell’operato degli altri. Penso comunque che la Federazione avrebbe potuto far arrivare ai responsabili del parco dell’Arcipelago Toscano le informazioni in modo più corretto ed incisivo. Ma sono altresì convinto che le cose non sarebbero cambiate. La Federazione si trova in una situazione veramente difficile e subisce sicuramente il fatto di annoverare nelle sue file un numero di iscritti molto basso.
Secondo te, da dove deriva questa crociata contro la pesca-sub, che incide solamente dello 0,03 sul pescato, contro una tolleranza totale verso la pesca professionista, anche all’interno delle AMP?
Io credo che le AMP siano soprattutto un grande business e che la protezione del mare sia passata decisamente in secondo piano. Per questo motivo si cercano in tutti i modi delle giustificazioni per la loro realizzazione ed il loro mantenimento. Poiché quella dei pescatori in apnea è decisamente la categoria più debole, regolarmente è quella che viene penalizzata. In pratica le zone C delle AMP esistono solo perché è vietata la pesca in apnea. Se togliessero anche questo divieto non avrebbero veramente più ragione di esistere con conseguenti perdite di fondi per le AMP stesse. E’ triste vedere che noi pescatori in apnea non riusciamo ad unirci tutti per far valere i nostri diritti. E questo non vale solo a livello di praticanti ma anche di aziende di settore.
Sembra che la Comunità Europea stia per tagliare i fondi destinati alle AMP. Per noi pescatori in apnea potrebbe essere una bella notizia ma è triste pensare che questa sia la nostra sola speranza. Le AMP se ben gestite, ripeto, sono una cosa bellissima. E all’estero gli esempi non mancano proprio. L’estate scorsa ho passato due settimane a Maiorca e, dopo aver fatto una licenza speciale e seguendo una regolamentazione ad hoc, ho pescato regolarmente nella zona C del parco. E con quale divertimento !
L’introduzione di una specie di ticket annuale, una specie di patentino ad un prezzo puramente simbolico, pensi che possa aiutare per contarsi meglio tra praticanti, al fine di avere più potere contrattuale con gli Enti?
So che questa mia risposta non piacerà a molti praticanti ma io sono decisamente favorevole all’introduzione di una “licenza” obbligatoria. Questa dovrebbe essere molto semplice da ottenere e dal costo di pochi euro (giusto per coprire le spese di emissione). Da un lato potrebbe costituire uno strumento in mano dello stato per succhiarci ulteriori tasse ma indubbiamente ci permetterebbe di contarci consentendo a chi ci rappresenta di fronte alle istituzioni di far valere i nostri diritti forti di un numero di praticanti certo. Oggi davanti alle istituzioni siamo 0 (o meglio il bassissimo numero di iscritti alla Federazione). E questo ci penalizza fortissimamente.
Dal ministero dell’ ”ambiente e della tutela del mare”…che vento tira? Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro?
Ti confesso che pochi mesi or sono la quasi totalità delle aziende di settore si è presentata con dei rappresentanti molto credibili al ministero cercando di ottenere la possibilità di praticare la nostra disciplina nelle zone C. Inizialmente, dopo aver dimostrato quanto poco incide la pesca in apnea sull’ambiente, abbiamo trovato anche della disponibilità sincera. Una volta arrivati però in commissione ministeriale davanti al ministro le nostre richieste sono state totalmente deluse, fondamentalmente per due motivi. Il primo è che non siamo stati riconosciuti come una categoria che valga la pena di tutelare proprio per l’esiguità dei praticanti (l’unico dato certo in loro possesso era il numero di iscritti alla Fipsas); il secondo è la mancanza di volontà politica di questo ministro dell’ambiente di tutelare cacciatori e pescatori. Di certo non gli siamo simpatici ……
Un’ultima domanda…O.me.r, in un prossimo futuro, potrebbe orientarsi verso la costituzione di una linea dedicata esclusivamente all’apnea pura?
Sinceramente devo dirti che al momento non è nelle nostre priorità. L’apnea pura è un settore in crescita e Omer sta seguendo questo sviluppo con molta attenzione. Al momento stiamo dedicando tutte le nostre energie alla pesca in apnea ma non escludo che tra qualche anno non si possa creare una linea specifica per l’apnea.

intervista raccolta in esclusiva il 07/01/2008.
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