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INTERVISTA A NICOLA BRISCHIGIARO:
Ciao Nicola, innanzitutto ti ringrazio per questa intervista...partiamo con una domanda riguardo ai tuoi bimbi: Alessio ed Elia, nato da pochissimo, com'è il loro rapporto con l'acqua? Ottimo! Alessio che ha 5 anni ed Elia che ha 4 mesi sono dei piccoli delfini! Io però sono fortunato perché opero nel campo dell'acquaticità neonatale da tantissimi anni e quindi per me è stato ed è più semplice accompagnarli in questo percorso. Alessio è bravo in acqua, ma credo che abbia una predisposizione più marcata per la guida, non a caso, a 2 anni e mezzo guidava autonomamente i piccoli go kart elettrici seguendo la pista. Quando rivedo i filmati mi fa impressione: due anni e mezzo e un istinto da pilota incredibile ! Cosa penseresti se un giorno ti dicessero che vogliono dedicarsi alle gare di apnea? E' opportuno premettere che i bambini vanno stimolati assecondando le loro esigenze e i ritmi di crescita scanditi dalle abilità motorie e dalle capacità coordinative che si acquisiscono con una tempistica dettata dalla loro evoluzione. La parola d'ordine è: giocare divertendosi. Parlaci della tua carriera di recordman e specialmente della tua attività di recordman estremo..Cosa ti ha spinto ad immergerti sotto i ghiacci in apnea? Sono sempre stato un apneista atipico rispetto ai miei colleghi ed ho scelto una strada probabilmente più difficile per emergere. Non è stato facile ma avevo le giuste motivazioni e sono sempre stato determinato. Credo, umilmente, di essere stato anche abbastanza lungimirante e la mia patologica curiosità mi ha certamente aiutato. Dopo Siracusa dove feci il WR con 155 metri di apnea lineare (a me il termine apnea dinamica non piace...) pensai che avrei potuto fare qualcosa di spettacolare ed utile allo stesso tempo e quindi mi venne la pazza idea di immergermi sotto i ghiacci. Era una incognita organizzativa perché a parte qualche piccolo tuffo a scopi cinematografico non esisteva un programma logistico ed organizzativo per realizzare una performance per apneisti. Ho dovuto inventarmi tutto e le incognite fisiologiche in ambienti così estremi erano letteralmente un salto nel buio! Inoltre, dopo Jacques Mayol c'era una certa stasi nelle ricerche scientifiche e quindi i ricercatori sposarono, con piacere, queste mie iniziative. Dopo Jacques sono stato il primo a dedicarmi a complesse sperimentazioni che hanno interessato la Fondazione FICINI, l'UNIVERSITA' di CHIETI, il CNR ed anche l'ESA. I risultati sono stati davvero importanti, basti pensare che nel testo in dotazione ai candidati astronauti ed utilizzato in quasi tutti i centri di addestramento astronauti nel mondo sono raccolti dati che sono emersi grazie alle mie performance. Indipendentemente dai risultati, però, ho riaperto una strada e ne sono onorato perché poi altri atleti hanno cominciato a collaborare con i ricercatori. La ricerca è importante. Che emozioni si provano in apnea sotto il ghiaccio? Stai seguendo qualche atleta, in particolare, durante questo periodo? Le emozioni sono indescrivibili e le parole non bastano per esprimerle. C'è un mio pensiero però che amo esternare: ………La mia non è una sfida ai laghi ghiacciati ma è qualcosa di ancora più grande è una sfida con me stesso in ambienti estremi ai confini della realtà dove posso trovare una dimensione mistica e controllare mentalmente e fisicamente ogni centimetro quadrato del mio corpo affinchè possa condurmi senza respiro in ambienti acquatici quasi inaccessibili e che dimostra, come l’uomo, proceda inesorabile verso nuovi entusiasmanti limiti e confini fisiologici…… Non sono un allenatore ma ritengo che l'esperienza acquisita in questo settore mi permetta di dare tutti quei consigli logistici, organizzativi, psicologici per aiutare coloro che desiderano immergersi in apnea sotto i ghiacci. Non a caso ho seguito vari atleti che hanno realizzato i loro sogni ghiacciati. Certo, anche grazie ai team di assistenza che ci hanno supportato con competenza e professionalità. Il 23 e 24 febbraio seguirò Leonardo D'Imporzano in una sua performance estrema under ice a Fondo, in Val di Non.. Sarà uno spettacolo ed una bellissima emozione !!
Grazie alle mie caratteristiche sono stato scelto per alcuni esperimenti di comunicazione tra uomo e delfino condotti dal CNR ISMAR di Ancona. In pratica ho potuto comunicare con questi affascinanti mammiferi marini grazie ad una interazione acustica. Esperimenti, questi, che sono molto interessanti anche per la Dolphin Terapy. Il concetto è semplice: il delfino è nel mare o comunque in acqua, ciò che l'uomo è sulla terraferma: un essere intelligentissimo. E, come tale, comunica mediante invio di impulsi acustici emessi in alta frequenza. Da questa certezza è nata tutta la sperimentazione.
Confermo che Apnea National School è veramente un network formativo e didattico molto prestigioso ed in costante crescita. Rimando i lettori al nostro sito www.apneaonline.it ove sono riportati ampiamente tutti i dettagli delle nostre iniziative. Un cosa però posso anticiparla: lavorare in acqua con loro è fantastico!
Oramai non c'è più niente che faccia davvero impressione, sembra tutto così normale. Certo, per noi addetti ai lavori sappiamo che così non è, ma quanto sarebbe bello rivivere le emozioni dei pionieri come Enzo Maiorca dove davvero tutto era praticamente agli albori. Comunque i miei complimenti a tutti coloro che raggiungono i loro sogni !!
La sensibilizzazione è importante, a prescindere. L'unico "difetto" dell'uomo sta nel suo cervello che, non essendo concepito in serie, non è, per forza di cose, del tutto malleabile. Questo pone ogni individuo, seppur allertato, in una condizione di rischio, anche mortale, in relazione a quanto ha memorizzato e fatto proprio il messaggio ricevuto. Sembra semplice ma è così! In ogni caso mai smettere di sensibilizzare gli appassionati e i laici.
Amo il mare infinitamente. Non l'ho mai sfidato in profondità per dei record ma questo non significa che il mio rapporto sia meno......profondo! E' il mio mondo, amo tutto del mare. Abito in Valle d'Aosta ma sono nato a Venezia e nelle mie vene scorre acqua di mare che, seppur lagunare, sempre acqua di mare è! Quest'anno si è molto parlato della pescasub ed il suo difficile rapporto con le AMP, cosa ne pensi a riguardo? E' una situazione complessa e di difficile soluzione. Ci vorrebbe un politico appassionato di pesca in apnea ed allora, forse, ci potrebbero essere delle aperture più interessanti per il nostro movimento. Inoltre la FIPSAS non è la FIN o la FIGC e questo certo non aiuta. Vi possoperò esprimere il mio pensiero sui pescatori in apnea: ......Il pescatore in apnea è il primo vero amante del mare, colui che sapientemente sa coniugare passione e rispetto per un ecosistema straordinario ed affascinante. La pesca in apnea è una nobile arte il cui impatto ambientale è nullo in relazione alla metodiche di pesca professionale più utilizzate. Non a caso è una disciplina antichissima e che è sempre stata praticata dall’uomo fin dai suoi albori. Oggi, l’evoluzione tecnica, scientifica e didattica, permette agli appassionati di avvalersi di moderne attrezzature e modalità teoriche e pratiche per affinare tecniche di pesca che rispettano un ambiente che tutti noi amiamo: il mare...... Quali sono i tuoi progetti a medio termine? Vuoi dirci ancora qualcosa? Si, un salutone a Tutti!! Intervista raccolta in esclusiva il 13 gennaio 2008. © 5 Terre Academy- 2007-2012 Tutti i diritti riservati - |