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Intervista a PIERRE FROLLA:

Come nasce la tua passione per l’apnea? Che se non sbaglio è una passione che coinvolge tutta la famiglia…
Si esattamente. Questa passione è nata quando ero bambino: Il mio papà era apneista, ha fatto i campionati del mondo e gli europei. Quando eravamo bambini, con mio fratello, avevamo l'abitudine di non andare a scuola per andare a pescare i polpi, i saraghi..... Le pinne e la maschera erano cose comuni in casa, poi, pian piano, abbiamo appreso e vissuto il mare e le cose del mare: il vento, la vela, l’immersione, e pesca-pesca-pesca.... Nel 1994, sono andato ad Antibes per vedere Umberto PELIZZARI, sapevo che era ad ANTIBES e volevo vederlo di persona. Mi ricordo quando l'ho visto: aveva il cotone nelle orecchie, penso per il troppo allenamento dei giorni prima, aveva ed emanava una grande calma. In quel momento ho capito che volevo immergermi tutti giorni, coma lui, per vivere della mia passione appieno.
Ricordi la prima volta che hai indossato una maschera?
Me ricordo che quando ero veramente piccolo, avevo paura dei polpi i dei tonni, non so perché.....e avevo l'abitudine di andare in mare con la mia nonna, con una maschera. Guardavo dove erano i polpi ma piano-piano. Penso che avessi più o meno 5 o 6 anni. Ma il primo pesce che presi con il fucile, avevo 9 anni. E la prima muta che mi ricordo…13. Una muta mia, personale, da caccia: non era semplice da levarsi, anzi…un casino da morire! [ride n.d.a]
Hai vissuto la creazione dell’AIDA, cosa ricordi di quei momenti?
Mi ricordo dell’organizzazione della prima gara mondiale, nel 1996. Ero uno degli apneisti di sicurezza ed ho aiutato nell'organizzazione. Ma il primo vero momento con l’AIDA che mi ricordo, è quando abbiamo deciso, nel 1997, di scrivere le regole per i campionati mondiali che esistono ancora oggi. Mi ricordo delle riunioni all'Università di Nizza per organizzare le gare, i regolamenti etc...ed i Campionati in Sardegna nel 1998, magnifici. Grande! Una festa da pazzi e una gara bellissima.
Cos’è per te l’apnea oggi?
Oggi, per me, l'apnea e il piacere di essere in mare tutti giorni senza pensare alle gare; solo il piacere, la pesca, i corsi. Nella mia scuola, la “Scuola Blu”, facciamo apnea e bombole per i bambini che cominciano a soli 8 anni. Ma quando vedo le gare di oggi sono triste: non ci sono più i media, non sembra esistere lo spirito che abbiamo conosciuto prima. L’Apnea era una famiglia, ora mi sembra essere solo una competizione.

Hai cambiato modo di vivere e pensare il mare da quando hai smesso con le competizioni?
Si. Mangio tutto ciò che voglio, posso uscire fino a tardi, non mi alleno più tutti giorni... ma posso fare le immersioni che voglio, quando voglio, senza dover pensare all'allenamento dell’indomani.
Hai raccolto tantissimi successi, e W.R. qual è quello che ami ricordare?
Mi piace ricordare l’80 metri in immersione libera: era il solo giorno, in tutti i miei record, che il mare era veramente calmo, limpido e c’era il sole; [ride, n.d.a]. Quell’anno, per la prima volta c’era della gente al Museo Oceanografico collegata in diretta, tramite tv, con il campo di gara, sia sopra che sotto il mare. Era bello perché la gente che non era sulle barche ha visto ugualmente la discesa e la risalita in diretta. Mi piace ricordare anche gli stage ed i corsi che abbiamo fatto con il Pelo in Martinica nel 2002, lui sa perché!
Non mancheremo di chiederglielo … [n.d.r.]

Qual è la tua disciplina preferita?
Per le competizioni, l’assetto costante, per il mio piacere, il “no limits”, perché posso scendere velocemente, prendermi del tempo per stare profondo, aspettare un po’ e risalire senza alcuna fatica…
Una discesa a 100M e più, solo, nel blu, nel silenzio, per il piacere e basta... non c’è niente di meglio.
Dirigi una scuola “L’ecole bleue” dedicata soprattutto ai giovani, quale è il messaggio che trasmetti a questi bambini che si avvicinano al mare?
Loro vengono per degli stage di una settimana è la scuola dei "Pirati degli abissi". Dopo una settimana, sono capaci di fare le immersioni con le bombole, un po’ di apnea, fare i nodi marinari, salire e andare su una barca, diventare in sostanza veri piccoli "MARINAI" completi. Il messaggio è per la protezione dell’ambiente, una scuola dove dobbiamo capire i problemi sulla natura e trovare delle soluzioni.
Come vedi il mondo delle competizioni di ora?
Triste. Ma mi piace sapere e vedere che le apneiste sono molti forti ora. Ma dobbiamo cambiare il modo di fare le gare, non è più interessante. Dobbiamo fare qualcosa di bello, di nuovo per i media.
Quali sono gli atleti che ti piacciono di più come gesto atletico?
Guillaume NERY è bello in acqua e anche Anna STACEY è magnifica nell’acqua.
Herbert Nitsch, mi piace perché non si fa domande, quando vuole, va! Mi piace quella mentalità. E mi piace anche il suo humor.
Tu sei stato amico di Loic, ci vuoi dire qualcosa su di lui?
Ho perso un amico. Come dice Enzo Maiorca: "O mare, O mare! La sola cosa che conta, è di vivere il più lontano possibile. Non dobbiamo prendere dei rischi per delle cose secondare". Ma e sempre troppo tardo per capirlo…

Insieme a Nèry, hai fatto un’immersione celebrativa per il film “le Grand Blue” sotto il ghiaccio, quali emozioni regala un’immersione del genere?
Con Loic, abbiamo fatto un bel film nel 2000 che si chiamava "Gli uomini pesce". Abbiamo pinneggiato sotto il ghiaccio. Era la prima volta: semplicemente magnifica!
Con Nery, l'abbiamo rifatto ancora l'anno scorso. Quello che mi piace è il viaggio prima di arrivare all’immersione: con gli sci, camminare nella neve alta, dormire nell’igloo etc..... Quando sei impantanato nella neve, per mettere la muta, è una sensazione veramente speciale. Quello che mi piace di più è di ritrovare la luce e di salire "nel sole" "DANS LE PUIT DE LUMIERE CREE PAR LE TROU FAIT SOUS LA GLACE". E magnifico veder la luce sott'acqua.
Come nasce l’idea di creare un gruppo dal nome "PIRATES OF THE ABYSS"?
Nel 2001, quando ho fatto il mio terzo record nell’immersione libera, uno dei giornalisti presenti disse: "Sono dei pirati!". Noi abbiamo risposto: “Si, siamo i Pirati degli Abissi”. E questo team era veramente fatto di pirati, qualche d’uno, è un vero bandito [ride, N.d.A] ovviamente scherzo..

Nelle fotografie del tuo record a -123 c’è anche il Principe, anzi, il Re, Alberto, so che è un appassionato di sport, ma non sapevo che fosse un apneista…pratica anche la pesca in apnea?
Il principe aveva l'abitudine di venire a tutti i miei tentativi di record.
Abbiamo fatto moltissime immersioni assieme, e quando avevo i record, aveva l'abitudine di saltare nell'acqua per festeggiarne la riuscita.
E’ anche venuto giù a 100 metri nel sommergibile della COMEX. Lui, giù a 100 metri nel sommergibile REMORA, che aspettava il mio arrivo in apnea.

Quali sono i tuoi progetti nell’immediato?
Andrò con Fred Buyle a vedere i grandi squali bianchi ( Carccaradon Carcharias) in Africa, in febbraio. Un’avventura che sto aspettando da ben tre anni. L'hanno scorso abbiamo fatto gli squali tigre (Galeorcerdo Cuvier), i momenti passati sott’acqua più belli di tutta la mia vita.
Ti sei immerso in tutti i mari del mondo, ma quali sono i tuoi posti preferiti?
La Caledonia per la pesca, la Micronesia per lo spettacolo, l’Africa del sud per gli squali.
Intervista raccolta in esclusiva per "5 Terre Academy" il 6/01/2009.
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