s s
 
 

INTERVISTA A SARA CAMPBELL:

sara campbell

Ho conosciuto Sara Campbell a Pisa, in occasione del Covegno "Ai Limiti della Fisiologia" organizzato dal CNR, come apneisti vi erano lei, Federico Mana e Stig Severinsen...Tutti e tre estremamente simpatici e disponibili, e mi ha "colpito" Sara di cui conoscevo parte della sua storia e sinceramente sono rimasto sorpreso dalla...sua statura!!! Soprattutto se paragonata ad apneisti come appunto Federico e Stig presenti sul posto o altri come Umberto, Gianluca...confermandomi che l'apnea è per un buon 50% fisicità, ma il restante, volontà e potere della mente!

Ci siamo lasciati con la promessa di un'intervista e qualche mese dopo....eccola qui!!!

sara campbell

Ciao Sara, grazie per quest'intervista...

Così, tu sei una delle star del mondo dell’apnea, ma hai incominciato solo alcuni anni fa…come mai?

Diciamo che ci sono capitata per caso. Vivevo a Dahab come insegnante di yoga, e alcuni dei miei allievi mi raccomandarono di provare a fare apnea, essi pensavano che io sarei potuta essere abbastanza brava poiché mi piaceva nuotare e durante gli esercizi di pranayama dello yoga, potevo trattenere il fiato più a lungo di molti.
Mi sono innamorata di questo sport immediatamente ed esso mi ha veramente aiutato a raccordare le mie emozioni dopo gli attentati che sono avvenuti a Dahab due anni fa. Avevo appena conseguito, due giorni prima, la mia seconda stella AIDA,
(2 livello su 4 da allievo, n.d.r.).
Ho fatto progressi alquanto velocemente, raggiungendo all’incirca i 40 metri in circa due mesi, ma poi ho contratto l’epatite A e sono dovuta stare fuori dall’acqua per 7 mesi. Quando ho rincominciato, non avevo idea se fossi stata capace a raggiungere nuovamente i 40 metri,e riuscire ad andare ancora più profonda.  – Ho fatto ancora immersioni perché amo le emozioni che mi da l’apnea e perché mi rende felice! Non sono sicura del perché sia così brava a farlo – . Penso che sia una vera complessa combinazione di cose: una naturale flessibilità, che è stata aiutata dalla mia pratica dello yoga, dalla meditazione e dal controllo dei miei pensieri, che non permette che nessun pensiero negativo si insinui nella mia mente durante un’immersione profonda, il pranayama ed il controllo del respiro, che sembra provenire abbastanza naturale in me, sebbene io sia realmente pessima nelle discipline in piscina; (lineare e statica n.d.r.); che mi fa pensare che io abbia una risposta al “riflesso da immersione” molto forte. Quando sono in un’immersione profonda, non sento nessuna urgenza di respirare, il mio corpo è perfettamente felice di essere laggiù. Sto lavorando con il gruppo EXTREME GROUP con Pingi
(dott. Pingitore, del CNR dipartimento di fisiologia umana n.d.r.) per cercare e trovare qualcosa di più, che io penso sarà affascinante!

sara campbell

Nel 2007 tu hai vinto il “Triple Depth” con 3 W.R. in 48 ore, poi sei giunta prima nel Ranking Aida per il 2007, quali sono state le tue emozioni?

Ooooh, bene…ero molto nervosa alcuni giorni prima del “Triple Depth”. Il mio allenamento non era andato secondi i piani e sono sempre tornata su prima in tutti i miei tuffi finali di preparazione, cosa che mi ha messo in un pessimo stato mentale. Ho passato alcuni giorni in meditazione ed effettivamente divenni veramente calma e pacifica dal primo giorno di competizione. Credevo, nella mia mente, che avrei potuto fare l’immersione, anche se in ognuna delle tre discipline, sarebbe potuto essere il mio record personale, se fossi riuscita a farcela, oppure la mia prima samba o black-out, se non ci fossi riuscita! Dopo il primo WR in FIM (immersione libera n.d.r.) con 81 metri, ero estremamente felice!!!! Non potevo quasi crederci di aver fatto ciò. Mi consideravo ancora una “principiante” dell’apnea e venne Natalia Molchanova (precedente detentrice del record, n.d.r.) a congratularsi con me, mi sembrava una cosa folle!!! Il giorno dopo era il grande giorno…90 metri in costante ed io penso che questo era quello che volevo veramente conquistare. Nuovamente, non ero mai scesa ad una simile profondità, perciò non avevo realmente idea se avessi potuto farcela o no. È stata un’immersione dura: ho incominciato fortemente a pensare di non riuscirci, ma Will Winram mi assistette fino alla superficie, rispettai il protocollo ed ottenni la “carta bianca” (convalida positiva della prestazione, n.d.r.). È stato quasi così irreale, che non mi sono sentita entusiasta. Natalia era nuovamente lì, come c’è stata ogni giorno, che in realtà significa molto per me, non ho idea di come lei si sia sentita, vedendo questa completa sconosciuta, venuta da sola, che stava conquistando tutti i records. Il giorno del CNF (immersione senza attrezzatura, n.d.r.) ero veramente vicina a lasciar perdere il tuffo, nella mia mente avevo realizzato che avevo conquistato due W.R. e non riuscivo a capacitarmene e soprattutto a prendere sonno. Alle due di mattina mi sono alzata, ed ho scritto il mio comunicato stampa, annunciando che avevo conquistato due record mondiali, e finalmente alle quattro di mattina, sono riuscita ad addormentarmi. Ho detto alla mia amica Anna Von Boetticher, che stava conquistando tutti i record nazionali femminili della Germania, che non avrei voluto immergermi, lei mi ha persuaso ad andare al Blue Hole e di vedere come mi sentivo. M sono alzata ed intorno a me c’era molta aspettativa ed eccitazione. Carlos Coste, che io non avevo mai conosciuto prima, è venuto a congratularsi con me, così come Stig Severinsen – essi sono nomi ch tu hai sentito come leggende nell’apnea e sapere che essi sapevano chi fossi, (povera me!) mi sentivo completamente irreale! Anna mi ha convinto ad entrare in acqua, di fare un po’ di riscaldamento e di fare l’immersione con una quota minima. Entrambe sapevamo che avrei potuto fare i 56 metri senza nessun problema, ma l’ascesa avrebbe potuto essere la sfida. La mia immersione più profonda nel CNF in quel punto era stata di 53 metri. Così, mi sono immersa, prendendola poco a poco, durante la discesa rilassandomi e divertendomi con la caduta libera; poi nella risalita, focalizzandomi sulla fase di relax di ciascun spostamento delle mie braccia e delle mie gambe: quando le  mie gambe “scalciavano” pensavo “le mie braccia sono rilassate” e viceversa, questa è la via che lentamente percorsi per tornare in superficie per ottenere, poi, l’uscita più “pulita” di tutti e tre i tuffi.

sara campbell

Dopo il party, tutti andarono a Sharm per allenarsi per il mondiale, ma io sentivo che avevo bisogno di un po’ di tranquillità, riposo e certamente non di sicuro a fare allenamento. Il mio corpo mi chiedeva riposo e così feci, a parte un po’ di “pazzo” lavoro di PR. Sono arrivata a Sharm solo alcuni giorni prima della competizione e nuovamente trovai surreale che così tante persone sapessero chi fossi, ma dei quali io non avevo nessun indizio su chi potesse essere la maggior parte di loro. Naturalmente la cosa sensazionale per il Mondiale era la mia immersione nell’assetto costante. Mi sentivo nervosa riguardo all’immersione a Sharm, con tutta la pressione e l’aspettativa che c’era, e poi era la prima volta che avrei dovuto confrontarmi con Nathalia e non avevo nessuna idea sulla quota che avrebbe annunciato, ma presumevo che sarebbe stato un grande numero.  Io decisi di giocarmela sul sicuro, andando vicino all’immersione di 90 metri, annunciandone 88. È stata la decisione giusta ed è stata l’immersione più facile della mia vita! Il riposo che mi sono concessa ha pagato, il risultato dell’immersione era piacevole e forte, ma ero sempre riposata e pronta ad andar ancora più profonda. Ero sicura che avrei potuto fare i 95 metri programmati da Natalia. È stata dura vedere il suo black-out durante la prova. Per me, lei è su un altro livello per quanto riguarda l’apnea, quando io stavo imparando ad immergermi come un’anatra, lei conquistò i record mondiali su tutte le discipline e guardai il suo tentativo di 60 metri nel costante senza attrezzature nel Blue Hole e mi spaventai quando andò in black out, ma vidi anche quanto è forte e determinata come apneista e donna. Ero, inoltre, molto triste a vedere la sua uscita dal CNF due giorni dopo. Mi spuntò l’idea che avrei potuto avere buone possibilità quel giorno di conquistare una seconda medaglia d’oro, ma non fu così. Con Nathalia parlandone qualche minuto prima della mia immersione ufficiale, calcolammo che avrei potuto girare presto: ai 56 metri e assicurarmi 51 punti, mettendomi davanti alla prima delle donne, Jamilla della repubblica Ceca. Fissai l’allarme del mio orologio ai 55 metri, ma non lo sentii. Colpii il fondo con il piattello e non c’era altro da fare per me che provare a tornare su. Alla fine di alcuni mesi pazzi, eccitanti, stressanti e duri, che erano stati troppo per me, ebbi il mio primissimo black-out, ma devo dire perfino, che non è stata una sensazione ed un’esperienza negativa, ho imparato molto da ciò e posso tenere quest’esperienza maturata per le immersioni di quest’anno. Nella serata di chiusura, sono stata richiesta per un mio autografo cosa che ha trasformato il mio viso “scuro” in un sorriso continuo. Mi sentivo magica ma un po’ irreale. Dopo tutto, mi considero ancora relativamente una “principiante” in questo sport, decisamente più “piccola Sara” che superstella dell’apnea.

Pratichi tutte le discipline, ma qual’è la tua preferita?

Probabilmente pratico l’assetto costante molto semplicemente perché è la disciplina che mi permette di scedere più in profondità. Io adoro le emozioni che mi da il monopinna, la planata sull’acqua, le sensazione di come se tutte le ossa nel mio corpo fossero ammorbidite e “fluissi” come acqua.
Adoro poi le sensazioni della potenza che si dirama dalle mie gambe durante la risalita, trovando il mio ritmo, le sensazioni dell’acqua che scorre sul mio viso e la luce che gradualmente incrementa. Sono stata un’istruttrice di fitness ed aerobica per moltissimi anni, prima di iniziare con lo yoga e quest’amore per il fisico si ritrova perfettamente durante le immersioni in mare. Trovo il costante senza pinne, molto naturale, ma è senza dubbio la disciplina più difficile per me: non sono una grande nuotatrice, (sono sempre arrivata ultima in tutte le gare fatte a scuola)! E siccome sono poi un po’ bassa, non sono abile a dare grandi “passate”…ho letto che William
(Trubridge n.d.r.) compie 27 passate dal ritorno dagli 86 metri, sempre in CNF! Io probabilmente ne ho bisogno per risalire da un’immersione a quaranta metri! Perciò non sono molto efficiente ma io amo le sensazioni che si trasmettono dall’acqua alle mie mani ad ogni singola bracciata.

sara campbell

Cos’è per te l’apnea? Quali emozioni ti offre?

Ecco…mi rende felice. Questa è la ragione per cui all’inizio mi allenavo regolarmente, solamente perché ciò mi rendeva felice. Io penso che fosse la prima cosa che Anna Von Boetticher ha notato su di me, quando abbiamo incominciato ad allenarci assieme. Per il solito motivo rido sempre ogni volta che torno in superficie. Sempre, anche quando compio brutte immersioni. Su un livello più profondo, credo di aver avuto modo di capire meglio me stessa, molto meglio che negli anni passati.
Io sempre mi sottraggo alle competizioni e non capisco che esse, a volte, mi danno nella mia vita, grande unità e motivazione. Io sono felice quando sto lavorando verso qualcosa, mettendomi alla prova. Ho realizzato, inoltre, quanto forte potessi essere mentalmente quando ho la pressione addosso. Ho sempre fatto bene agli esami a scuola e così sapevo che questo era uno dei miei punti di forza, ma mai ho pensato di arrivare a confrontarmi con test di livello così alto. Tutto ciò mi da un’enorme quantità di fiducia in me stessa, sono felice di fare quello che faccio, vivere come sto vivendo. Io penso che molte persone lottino con le loro vite perché esse hanno paura di spingere sé stessi oltre ciò che conoscono. Anche se non riusciamo, noi possiamo imparare e migliorare e credo che sia una delle cose più preziose che mi da l’apnea.

 

Raccontaci una tua tipica giornata ed una tua tipica giornata di allenamento…

Bene, una tipica giornata, tutti i giorni, io mi alzo con l’aurora, che è fantastico! Mangio abbastanza sano, anche se qualche persona pensa piuttosto stranamente. Per colazione io preparo una specie di frullato con frutta fresca, acqua e riso, mescolo tutto insieme e mentre suona strana la sua preparazione, (molto, n.d.r.) ha un gusto molto piacevole e mi da energia tutto il giorno. Divido il mio tempo tra l’allenamento e cercando di trovare degli sponsors. È un lavoro durissimo, ho smesso di lavorare da marzo, e non ho avuto alcun reddito al di fuori delle sponsorizzazioni, cosa che mi mette una pressione extra a fare bene in questo sport.
Ho tre cani e tre gatti, così molto tempo lo spendo con loro, facendo passeggiate, coccole, o preparando il loro cibo. Continuo ad insegnare yoga, al momento solamente una classe alla settimana, così posso focalizzarmi sulle mie immersioni e ciò è veramente divertente. Qualche volta faccio dei workshop di apnea ed essi procedono bene!!! In una tipica giornata di allenamento, mi alzo alle 7 di mattina e vado al Blue Hole presto. Normalmente faccio due immersioni di riscaldamento e poi un’immersione profonda, questo è tutto. È veramente raro che io faccia altro allenamento, niente statica, la odio! E semmai faccio una nuotata attraverso la baia una volta ogni due settimane, ma questo è tutto! Quando mi alleno per le competizioni, faccio immersioni per 3-4 volte alla settimana e spendo il resto del mio tempo riposandomi e mangiando. Sebbene al momento stia costruendo due case, che è molto più impegnativo qui, così passo moltissimo tempo a cercare di comunicare con i muratori egiziani cercando di spiegargli, in un pessimo arabo, perché essi non devono passare il gesso sopra gli interruttori della luce! È un interessante processo a volte! E può essere soprattutto estenuante.

sara campbell

Progetti per il futuro?

Ecco…attualmente mi sto preparando per il “Triple Depth”. Il limite della profondità è di 90 metri qui, così mi sto focalizzato sul costante senza pinne (CNF) e nell’immersione libera (FIM), mi piacerebbe impostare due record mondiali in queste discipline, sebbene Nathalia Molchanova sia anche lei in competizione, così non ho idea della misura che lei annuncerà. Sarà una competizione molto interessante.  Al di là di questo, sarò in Inghilterra durante l’estate, e tornerò indietro per allenarmi per i mondiali, devo realmente fare un po’ di allenamento in piscina! Statica e dinamica sono realmente dure per me, mi appare molto forte l’impulso di respirare ed io trovo difficile mantenere la concentrazione mentale, che ho durante le immersioni profonde, dove riesco a rimanere neutrale e non permetto ai pensieri negativi di riportarmi su troppo presto! Mi piacerebbe viaggiare un po’ di più grazie all’apnea, ma non ho ancora idea dove. Ci sono anche alcuni progetti televisivi in arrivo, e poi…chi lo sa.

Riguardo a Herbert Nitsch…cosa ne pensi della tua idea di tentare prossimante i 300 metri, pensi che sia possibile?

300 metri? Penso che tenterà i 250 metri quest’estate! Dio, è pazzo! Ma lui è uno che conosce se stesso molto bene, e penso che se tenterà questa misura, lo farà con un allenamento ed una preparazione corretta, e disporre del massimo della sicurezza sul posto per avere le maggiori possibilità di successo. Se qualcuno può farlo, quello è Herbert! Di sicuro. Egli è uno che ha spinto nettamente più in là i confini di ciò che sappiamo del potenziale umano. L’ho visto immergersi moltissime volte, la prima volta quando fece 90 metri nel Blue Hole ed io pensai che era la cosa più incredibile che avessi mai visto, era come vedere qualcuno che planasse giù dalla luna! Egli è incredibile nell’acqua, ha una conoscenza del suo corpo, una determinazione ed una volontà di riuscire che va oltre a molti apneisti. Da ultimo ho un rispetto per lui, e al di fuori delle immersioni, è inoltre, incredibilmente umano, divertente e caloroso. In più è molto umile su ciò che fa, ed ancora…è così incredibile… Trovo difficile cercare di compararlo a chiunque altro nel mondo nei termini di ciò che ha ottenuto, e spero di raggiungerlo.

Cosa ne pensi di questo tipo di records?

Personalmente, al momento non sono interessata al “No limits” o all’assetto variabile (NLT, e VWT, n.d.r.).
Mai dire mai, ma per il momento, mi sto concentrando sulla competitività delle discipline profonde. Naturalmente ci sono molti più rischi associati alle immersioni con la slitta, ed io penso che forse le donne sono più avverse al rischio, particolarmente dopo la morte di Audrey Mestre nel tentativo di strappare il record a Tanya Streeter. Potrei provare più in là, ma al momento sono affascinata da poter imparare cosa il mio corpo può ottenere da sé stesso immerso in acqua, senza nessun aiuto da parte di pesi e di “palloni” per risalire.

Chi è per te il miglior apneista di sempre nel “pianeta” dell’apnea?

Questa è una domanda veramente difficile. Ci sono molte persone che spiccano come eccezionali apneisti. Nel panorama recente, Herbert può essere posto lassù come un eroe. Inoltre, Carlos Coste, che ha veramente impressionato al mondiale l’anno scorso, visto che ha raggiunto i 103 metri giusto un anno dopo il suo grave incidente occorso durante i suoi allenamenti per il “No Limits”. Per tornare da un tale grave infortunio, in un tempo così breve, e scendere nuovamente oltre i 100 metri, bisogna essere non solo fisicamente ma anche mentalmente preparati…semplicemente sbalorditivo! Nel campo femminile, Nathalia Molchanova ha scosso il mondo quando ha incominciato a competere, e io penso che molte donne hanno perso le loro motivazioni a competere, poiché lei sembrava così forte ed invincibile. Anche Tanya Streeter ha fatto molto per questo sport, entrambe nella realizzazione di record mondiali, ma anche per aumentare la consapevolezza di questo sport e fonte d’ispirazione per tante persone a provarlo. Caspita, se io devo realmente scegliere una persona, in assoluto, penso che sceglierei Herbert, è realmente un pioniere dei giorni d’oggi, per questo sport.

Tu ti sei immersa in tutto il mondo…quali posti preferisci?

Non ne ho idea! Vorrei viaggiare molto grazie alle mie immersioni, ma devo trovare tempo e penso che finché farò competizioni, non ne avrò. Ma ho sentito ch ci sono posti stupenti in Messico, naturalmente nel Mediterraneo meridionale, il Dean’s Blue Hole dove si allena William Trubridge. Dammi alcune ore di navigazione in internet, un supplemento senza fine di soldi ed io posso tornare con una lista veramente, veramente, veramente lunga per te (ride, n.d.r.).

Ti sei mai immersa in Italia?

Non ancora! Sebbene spero di venire a trovarti un giorno! Sarò a Pisa tardi quest’anno…verso novembre, ma probabilmente farà molto freddo, avrò bisogno di molta persuasione per immergermi! (ride, n.d.r.)

Non ti preoccupare Sara, ci penseremo noi a convincerti, Pisa dalle Cinque Terre è a meno di un ora di treno, nel frattempo di auguriamo tutto il meglio per le tue competizioni e la tua vita...

 

sara campbell

intervista raccolta in esclusiva per "5 Terre Academy" il 26/05/2008.

.
.

© 5 Terre Academy- 2007 - 2012 Tutti i diritti riservati -
Tutti i materiali pubblicati nel sito, salvo diversa indicazione, sono di proprietà dei 5 Terre Academy e/o dei rispettivi autori.
E' vietata la ripubblicazione anche parziale di contenuti testuali o immagini del sito senza autorizzazione scritta.