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“FINO ALL'ULTIMO RESPIRO ”di Stefano Makula...

pajoncini ottaviani

“Fino all’ultimo respiro” è la biografia di Stefano Makula, che poteva aspettare qualche anno, non certo per le notizie contenute, ma perché siamo certi che nel futuro Stefano farà ancora parlare di sé…
Intanto qui potete trovare i “dietro alle quinte” di una vita vissuta per la subacquea, aneddoti divertenti, che spaziano dalle vacanze giovanili ai momenti drammatici, come il record del mondo drammaticamente fallito a Ponza; la nascita dei record lineari in piscina, creati proprio da Stefano; le mille polemiche che ha creato od alimentato; momenti personali particolari, come le malattie, o le vicende di “cuore” per finire con la conquista del W.R. nel “pozzo del merro” cenotes nostrano, in provincia di Roma.

 

 

INTERVISTA A STEFANO MAKULA:

Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro, che è una sorta di autobiografia, così presto?

Mi è stato chiesto di scriverlo e l’ho fatto con piacere.

Come descriverebbe se stesso in sole 5 righe?

Una persona perdutamente innamorata del mare e dei valori fondamentali dello sport: lealtà, sacrificio, impegno e rispetto del prossimo.

Cos’è per lei l’apnea oggi?

Oggi l’apnea per me è comunque una passione primaria che pratico appena posso.

Ci parli un po’ del suo rapporto con il “Duca”, che nel suo libro “Io c’ero”, racconta qualche avventura che vi vede protagonisti e che lei invece nel suo libro omette, come l’attraversata con il gommone da Capri…

Il “Duca” è un amico di lunga data che stimo e con il quale ho vissuto delle bellissime avventure e se non ho parlato della traversata con il gommone a Capri è semplicemente perché l’avevo dimenticata quando ho scritto il libro. Per il resto i racconti coincidono al centimetro….

Tra tutti i suoi record, quale ricorda con maggior intensità e maggior gioia?

Naturalmente il primo dal 3 ottobre 1978 che realizzava un sogno e i 145 in dinamica del novembre 1983 che ha segnato il ritorno ai record dopo l’incidente di Ponza.

“Recordman nell’apnea e recordman nella sfortuna” si ritrova in questa definizione?

Recordman nell’apnea e recordman nella “fortuna”, perché comunque ho avuto modo di superare tutte le avversità.

Stefano Makula

Mi è sembrato di capire che Lei ha un forte sentimento religioso, come ha fatto a non perdere la fede con tutti gli ostacoli che le si sono posti davanti?

La fede l’ho conquistata proprio perché in molte occasioni, le più drammatiche, è stata quella che mi ha salvato.

Lei, se non proprio litigato, almeno ha discusso in modo “acceso” con Mayol, Majorca, Pelizzari…a distanza di anni, solo colpa loro o anche sua?

Con Mayol, come descritto nel libro, sono diventato amico dopo che ha posto fine ad ogni polemica con me invitandomi ad osservare una sua discesa ad oltre 85 mt. Con Maiorca ho avuto “la colpa” di non essere suo allievo. Con Pelizzari non sono stato certo io ad iniziare le ostilità…

Lei non crede al record della Bandini, benché sia certificato CMAS…come mai?

Non sono solo io a non credere al record della Bandini, visto che il filmato che ha certificato il record riprendeva un assistente a -107 con un mono da 15 lt. Oltre al fatto che dopo quelle polemiche, a cui certo non ho partecipato avendo altro da pensare, si è deciso di sigillare il piattello sul fondo. E a quanto ne so, non è stata un’omologazione vera e propria ma un’“osservazione”.

Non pensa che sia stato incoerente mettendo in dubbio il record CMAS della Bandini prima, e poi a realizzarne uno lei, a quota inferiore di quello di Pelizzari, certificandolo CMAS?

No, non penso che sia stato incoerente perché a partire dal mio record, i record per l’appunto in assetto costante sono stati omologati, che è una cosa diversa, con un osservatore in acqua e una cassetta video vergine e controfirmata dai commissari inserita nella telecamera di fondo (nella prestazione della Bandini era stato avanzato il dubbio – non da me – che ci fosse inserita una cassetta pre-registrata).

Lei ha dato vita ad una disciplina molto praticata, che senza dubbio sta alla base della moderna apnea, la dinamica lineare…da quando lei ha inventato questa disciplina, accettata da CMAS e da AIDA, siamo arrivati a misure eccezionali, per la CMAS 200 metri di Tomasi, per l’AIDA 244 di Mullens, quale pensa sia un limite fisiologico come massima distanza percorsa?

Nell’apnea dinamica molto possono le attrezzature (vedi pinne) e non essendoci fisiologici invalicabili (vedi profondità) non credo che ci siano limiti vicini.

Stefano Makula

Nel suo libro parla di uno “scontro” con una didattica, che mi sembra di capire sia “Apnea Academy” di Pelizzari, come mai?

Umberto Pelizzari con Apnea Academy ha copiato la mia didattica ideata 13 anni prima (come sancito da una sentenza dell’Autorità della Concorrenza e del Mercato) e per di più a suo tempo ha pubblicizzato Apnea Academy come unico metodo innovativo per l’apnea, e se altre scuole esistevano erano poco serie…

Lascia intendere, senza comunque dirlo apertamente, che gli attuali records, sia sul “No limits” che nell’assetto costante non siano veritieri, avanzando l’ipotesi che “tirino” boccate di aria, o di miscela, una volta immersi, non le sembrano affermazioni “forti”?

Saranno anche affermazioni forti ma conformate dalla fisica e dalla fisiologia, infatti il limite del blood shift è nel tamponamento del cuore, come è accaduto a me a Ponza e a 100 metri siamo già al doppio della profondità alla quale avviene il blood shift…., praticamente quasi l’intera massa sanguigna passa dal grande al piccolo circolo…, fare uno sforzo in assetto costante a quelle quote mi sembra abbastanza improbabile. Per non parlare dei fantasmagorici dei 240 in apnea espiratoria, una vera istigazione al suicidio, quando già una profondità di 10 metri è al limite per questo tipo di immersione (manuale federale dell’immersione F.I.P.S. di Duilio Marcante anno 1978). Dopo tutto come ho scitto nel libro, Pipin anni fa ha effettuato, al culmine della polemica con Pelizzari, una discesa a 160 metri respirando gas a -90 in mondovisione.

AIDA e CMAS, due realtà differenti, pensa che comunque possano in futuro se non unirsi collaborare?

Non credo.

Stefano Makula

Non pensa che la realtà CMAS sia oggi, leggermente troppo statica, ferma in un immobilismo difficile da smuovere?

Penso che la C.M.A.S. sia molto in movimento ultimamente per un Ente aderente al C.I.O. (vedi campionati mondiali di apnea dinamica).

 

Intervista raccolta in esclusiva per "5 Terre Academy" il 4/10/2008.

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