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Ostreopsis Ovata:

(nella foto, ingrandimento al microscopio).
“Fioriture algali di Ostreopsis ovata lungo le coste italiane”
Ostreopsis ovata è presente in tutto il bacino nord occidentale del Mediterraneo: dalla Spagna alla Grecia è stata trovata ovunque sia stata cercata. La presenza dell’alga, però, non è pericolosa nè per la salute umana, nè per l’ambiente marino costiero: in normali condizioni l'Ostreopsis non è tossica. Solo durante la fioritura può (ma non sempre) produrre una biotossina algale.
Negli anni passati effetti tossici sono stati riscontrati in varie regioni italiane (Sicilia, Puglia, Lazio, Toscana) e in altre nazioni (Francia, Spagna, Grecia); in Liguria il fenomeno si è evidenziato nel 2005 e, in modo più ridotto, nel 2006 ed ha interessato principalmente il levante genovese.
L’Italia si è dimostrata la nazione più sensibile sul tema, e la Liguria in particolare è la regione che attua il controllo più rigoroso del fenomeno. Le stazioni fisse sono distribuite nelle quattro province, ma controlli spot vengono effettuati lungo tutto la costa. Qualora si dovessero registrare variazioni ritenute significative rispetto alle normali concentrazioni misurate, verranno intensificati i punti e la frequenza dei prelievi. Se necessario, verranno fornite le opportune informazioni.
Sulla base dei riscontri l'Ostreopsis ovata esce ridimensionata: i sintomi che potrebbero comparire nell’uomo (febbre, infiammazione delle alte vie respiratorie, tosse, cefalea, nausea, congiuntivite) regrediscono naturalmente nel giro di qualche ora.
E’ necessario approfondire le conoscenze sul tema: gli enti di ricerca stanno spingendo i loro studi su questo particolare microrganismo solo da poco. Per scoprire tutti i segreti dell’alga servirà ancora qualche anno di studi.

In uno studio di censimento lungo il litorale delle Cinque Terre ci si è accorti di una notevole riduzione di molluschi e crostacei...la presenza delle Cozze, delle patelle e delle lumache è praticamente scomparsa. Nonchè, la poca commestibilità di alcuni Saraghi pescati a ridosso dell'Isola del Tino.
Spinti da curiosità, abbiamo approfondito con alcune ricerche in merito ed abbiamo trovato il seguente abstract che dovrebbe essere significativo a riguardo ed apre un risvolto sulla O. Ovata. Attendiamo sviluppi in merito e ci prefissiamo un incontro con strutture atte a tale monitoraggio.
EFFETTI dell' O. Ovata SU ORGANISMI ACQUATICI :
Dal punto di vista ambientale, fioriture di O. ovata sono state talvolta associate a morie di organismi marini. In Puglia ad esempio, in concomitanza con fioriture di O. ovata, nel corso degli anni sono stati ritrovati numerosi animali agonizzanti o morti: si è trattato prevalentemente di saraghi sparaglioni (Diplodus annularis), seppie (Sepia officinalis) e ricci eduli (Paracentrotus lividus). Il tessuto muscolare dei saraghi osservato al microscopio, mostrava sia segni di arrossamento dovuti a fenomeni di congestione, sia la tendenza a staccarsi facilmente dalle strutture ossee. Nelle seppie, l’edema e l’imbibizione dei tessuti erano segni evidenti di fenomeni infiammatori. I ricci si presentavano con aculei abbassati e mancanti in alcune parti della teca.
Le alterazioni patologiche più caratteristiche evidenziate dagli esami anatomoistopatologici effettuati sulle seppie e sui saraghi erano invece alterazioni delle branchie con edema a livello delle lamelle, discontinuità dell’epitelio e accentuata permeabilità capillare; modificazione dell’epidermide e del derma; alterazione delle miofibrille del miocardio; alterazione della mucosa gastrica e intestinale; epatociti interessati da degenerazione vacuolare.
Anche in Toscana negli ultimi anni sono stati osservati effetti negativi sulle cenosi bentoniche, in particolare a carico dei popolamenti dei piani mesolitorale e infralitorale.
Nel piano mesolitorale, le popolazioni di Patella sp., Monodonta turbinata, Actinia equina apparivano ridotte e in alcuni siti scomparse. Si è inoltre osservata in individui di Mitylus galloprovincialis di banchi naturali sia una spiccata moria sia l’allentamento del bisso. Estese morie hanno interessato anche banchi di denti di cane (Cirripedi balanidi).
Nel piano infralitorale, numerosi ricci di mare (Paracentrotus lividus) sono stati rinvenuti morti, mentre molti individui sopravvissuti presentavano vari gradi di perdita degli aculei; le stelle di mare (Coscinasterias tenuispina) mostravano un’anomala postura delle braccia, rivolte verso il dorso, e vari gradi di perdita delle braccia stesse.
Inoltre, sono stati ritrovati spiaggiati anche numerosi polpi (Octopus vulgaris). (Casotti, 2005).
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