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j FUMO E SUBACQUEA: j

 

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Sono molti i subacquei che, finita la loro immersione, non rinunciano a fumarsi una sigaretta. Un caso che non riguarda solo i subacquei "normo"-Brevettati ma anche divemaster ed istruttori.

Ma cosa succede nell’organismo?

Il fumo, determinando una riduzione della quantità di ossigeno nel sangue, riduce la durata delle immersioni in apnea. Pertanto, se volete delle apnee più lunghe, non fumate proprio prima dell’immersione.
Per le immersioni con autorespiratore, perché nel fumo ci sono alcuni gas nocivi, come l’anidride carbonica e il monossido di carbonio, che in profondità, a causa della maggiore pressione ambientale, diventano più dannosi .
Il subacqueo fumatore deve inoltre prestare maggiore attenzione alla compensazione dell’orecchio medio e dei seni paranasali durante la discesa verso il fondo, dato che il fumo aumenta notevolmente la produzione di muco.

È generalmente consigliabile che il subacqueo fumatore che si immerge con autorespiratore ad aria o a miscele aumenti il tempo della tappa di sicurezza alla profondità di cinque metri, rispetto al subacqueo non fumatore.
Difatti, nel fumatore l’azoto si libera più lentamente durante la decompressione, perché il fumo comporta una perdita di elasticità del polmone, che diventa più “rigido”. Il fumo causa un aumento del lavoro polmonare con conseguente incremento di anidride carbonica e consumo d'ossigeno.

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I maggiori rischi legati al fumo e all'immersione, sono quelli che porta la sigaretta col passare del tempo.

Col passare del tempo questo tappo diventa pericoloso in immersione, in effetti durante una risalita accidentale rapida, può provocare la mancata ventilazione del polmone, con la probabile esplosione dello stesso, un'embolia gassosa arteriosa.

Uno dei tanti componenti nocivi del fumo, più pericolosi, ma anche più facilmente misurabili è il monossido di carbonio.

Esso è un gas velenoso inodore, incolore e insapore.

Il monossido e l’ossigeno hanno la proprietà di legarsi nella stessa posizione nell'emoglobina, la differenza è che però il monossido è dalle 220 alle 290 volte più veloce rispetto all’ossigeno, perciò un fumatore abituale ha sempre una parte di sangue intossicata da monossido.

In ambito subacqueo, è molto importante che le intossicazioni sanguigne non superino la 10 ppm (parti per mille) in base al volume del sangue, in percentuale pari allo 0,001 %.

Un fumatore medio, ha invece, circa il 10-15 %, di emoglobina intossicata.

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Polmone di un fumatore
Polmone di un NON fumatore
 
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